“Il fatto che nessuno ricordi la capitale del Molise, il piatto tipico del Molise, una canzone popolare del Molise o perfino il dialetto di questa regione, si può spiegare così: il Molise non esiste.”
Il Dottor Gregory Donald Johnson sull’inesistenza del Molise.

 

 


Termoli - ph. Link alla pagina

Ogni volta che leggo frasi del genere, e succede spesso, mi viene da sorridere ma non mi arrabbio mai. Perchè arrabbiarsi se siamo noi molisani i primi a non valorizzare il nostro territorio e gli unici a godere delle bellezze che ha da offrire?

Forse non tutti sanno che in questa piccola regione, che a stento compare sulla cartina geografica, in realtà le cose da vedere ed i luoghi da visitare sono tanti. Forse non tutti sanno che il Molise ha una storia da raccontare, volti da incorniciare e paesaggi da fotografare. Perchè nei confronti del Molise esiste il concetto più brutto di tutti: il pregiudizio. Non sto parlando di quello legato a ciò che si sente in tv (anche perchè, voglio dire, non se ne parla mai!) ma di uno ancora peggiore che vive in chi giudica senza conoscere, in chi dice “Il Molise non esiste” senza sapere nemmeno dove si trovi, il Molise. Il mio molise.

Il Molise confina con l’Abruzzo, la Campania, la Puglia ed il Lazio. E’ bagnato dal mar Adriatico. La sua storia è legata principalmente ai Sanniti e solo dal 1963 è una regione a sè, perchè  prima esisteva quella degli Abruzzi e Molise.

Ho scritto e cancellato questo articolo tantissime volte. Mi riscoprivo sempre o troppo emotiva, o troppo poco oggettiva. Ma la verità è che potrei spendere duemila parole su una qualsiasi altra città, ma quando si tratta di raccontare qualcosa che ci appartiene allora diventa più complicato. Poi però ho pensato che non sarebbe giusto fornirvi solo sterili informazioni, io il Molise voglio farvelo conoscere e guardare con i miei occhi.

Vicoli di Campobasso - ph. Giovanni Greco

E da qui nasce il tag #IlMoliseEsiste, tramite il quale, poco a poco, vi porterò a scoprire gli angoli più belli della mia terra che tanti di noi continuano ad amare, nonostante i se e nonostante i ma. Perchè noi i problemi li abbiamo, e non sono nemmeno pochi, ma dato che esistiamo questo è assolutamente normale.

Parteciperanno a questa iniziativa diverse persone e diverse strutture che, come me, tengono alla promozione del nostro territorio. Suddivideremo questo progetto in diversi capitoli (o articoli :D). Parleremo delle tradizioni, del cibo, delle città principali, dei paesini, dei castelli, del mare, delle montagne e della nostra meravigliosa natura perchè quella, fidatevi, non ci manca. Così come non manca la voglia di prendervi per mano ed accompagnarvi lungo le strade (anche quelle sterrate!) che caratterizzano questa terra magica.

Ma procediamo con ordine..

Il capoluogo del Molise è Campobasso, nonchè casa mia.

Panorama di Campobasso - ph. Rebecca Ricci

Ogni volta che passeggio tra i vicoli del nostro caratteristico centro storico penso che tra quelle case tutte attaccate tra loro regni un’atmosfera meravigliosa. In uno spazio tendenzialmente ristretto si snodano vicoli di san pietrini che ospitano ristoranti tipici, bar, negozi, pub e b&b.

Da qui parte una scalinata che conduce al simbolo della nostra città, il Castello Monforte, ai piedi del quale si sviluppava la piccola città antica, che ora, incredibile ma vero, è diventata più grande 😀 Questo è uno dei punti di interesse che, a parer mio, andrebbe maggiormente valorizzato, magari con ricostruzioni di stanze antiche che rendano merito alla bella struttura. E’ possibile salire fino alla terrazza, dalla quale si ha una quasi completa visuale di Campobasso.

La Cattedrale della Santissima Trinità è la chiesa più importante della città. Fu distrutta da un terremoto nel 1805 e poi ricostruita dall’architetto Bernardino Musenga.

Vicoli del centro storico, Campobasso - ph. Rebecca Ricci

Dovete sapere che la nostra regione è piena di leggende e tra queste spicca quella dedicata a Delicata Civerra, che ricorda un pò “Romeo e Giulietta”. Un pò, però.
Nella città esistevano due fazioni in continua lotta: i Trinitari ed i Crociati. Delicata apparteneva a quest’ultima mentre Fonzo, il suo amato, alla prima. Il loro amore era talmente grande da spingerli a provare a  convincere in tutti i modi le rispettive famiglie a farli unire in matrimonio ma fu del tutto inutile perchè questo evento avrebbe rappresentato una vergogna troppo grande. Accadde che un giorno, mentre Fonzo porgeva a Delicata un mazzo di fiori, arrivò furibondo il padre della ragazza che senza alcuna pietà decise di rinchiuderla in una torre, mettendola di fronte ad una scelta: sposare un crociato o diventare monaca, ma lei rifiutò entrambe le proposte. Fonzo, distrutto dalla sofferenza, era partito per la Francia non sapendo che anni dopo un monaco sarebbe riuscito a far riappacificare le due fazioni. Delicata, però, nel frattempo si era gravemente ammalata e proprio mentre stava per morire, il suo amato tornò a Campobasso per infilarle la fede al dito e poi lasciarla andare.

Una delle cose che più di tutte mi rendono fiera della mia città è legata proprio a loro: I Misteri…

.. Ma questa è un’altra storia 🙂

Processione dei Misteri, Campobasso - ph. Michele Pappone

Mi viene spontaneo ringraziare chi ha abbracciato con entusiasmo #IlMoliseEsiste, dando la propria disponibilità sia per quanto riguarda questo articolo e sia per quelli che verranno. Invito chiunque ad unirsi a noi con foto, informazioni o qualsiasi altra cosa. Un ringraziamento per le fotografie e per l’impegno al b&b “Dimora Monsignore”, del quale vi parlerò meglio in un post tutto riguardante Termoli. Grazie a Stefano e Simona, proprietari del ristorante “Monticelli Saperi&Sapori” e del b&b “Il Palazzo vecchio”, inclusi nella sezione qui sotto dedicata ai consigli per mangiare e dormire. Grazie a chi è stato così gentile da condividere le proprie fotografie: Rebecca Ricci, Michele Pappone, Giovanni Greco e Claudia Pasquale (lo sfondo dell’immagine in evidenza è una sua foto). Grazie a chi ci crede e grazie soprattutto a chi, come me, riesce ancora a guardare con occhi innamorati questo posto chiamato “casa”.

Paesaggio molisano - ph. www.italia.it

” Com’a fiore de miéntra:
schiude e murì. “

Eugenio Cirese, poeta molisano

Dove dormire a Campobasso

- B&B “Il palazzo Vecchio”, Campobasso. Perfettamente in linea con l’ambiente, questo angolo immerso nel borgo medievale offre camere eleganti e spaziose che ricordano un pò le fiabe più dolci 🙂

Dove mangiare a Campobasso

- Trattoria “La grotta da Concetta”, Campobasso. Premetto che mi fa strano chiamarla così perchè per noi cambuasciani è, semplicemente, “Zì Cuncett”. Uno dei posti più indicati per assaporare la nostra cucina tipica fatta di semplicità, ottimi sapori ed, ovviamente, cavatelli.

- Ristorante “Monticelli Sapere&Sapori”, Campobasso. A capo di questo gioiellino (ed anche del b&b sopracitato) compaiono Stefano e Simona che propongono ricette legate alla tradizione ma ricercate e tutte, davvero tutte, ottime. Invidiabile è anche la carta dei vini e l’atmosfera romantica dovuta ad un ambiente intimo che sovrasta i tetti della città.

- Ristorante e pizzeria “La Taverna dei Re”, Vinchiaturo. Sarei ipocrita a non citare il ristorante di proprietà della famiglia del mio fidanzato ma, allo stesso tempo, non lo farei se prima di conoscerlo non lo avessi già provato da cliente. In linea con le radici napoletane, che si manifestano anche nell’arredo, qui si gusta la vera pizza partenopea e piatti a base di pesce fresco.

- Ristorante “Aciniello”, Campobasso. Gusto e simpatia si fondono in questo locale a pochi passi dal centro. Ottima ospitalità ed ancor più ottime pietanze. Ciliegina sulla torta: la simpatia del personale.

- Trattoria “La tentiglia”, Campobasso. Se non pretendete una scelta varia e se amate i nostri cavatelli, questo è il posto che fa per voi. Qui regna la semplicità, nei piatti e nell’ambiente. E’ uno dei ristoranti in cui porto sempre le persone che vengono da fuori e che vogliono avere un contatto con la cucina molisana.

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