Piacere, Bangkok.

Bangkok non è la città più bella del mondo, se lo fosse non sarebbe più Bangkok. Lei è una città vera, sincera. Bangkok dei piani alti e della vita lungo le strade. Bangkok dei ricchi ma, soprattutto, Bangkok dei poveri.
Perché non bisogna aspettarsi una New York asiatica, questo luogo è tutt’altro e, forse, molto di più. Non sapevo bene a cosa stessi andando incontro prima di arrivare nella città degli angeli.

E poi ho capito.

IMG_2202Panorama dal Lebua, Bangkok

Bangkok è la città delle contraddizioni, non vuole apparire bella o migliore di quello che è, perché è perfetta nella sua imperfezione. Lo è nel traffico esasperante, nei tombini aperti, nello smog e negli odori discutibili a qualsiasi ora del giorno e della notte. I difetti sono palesi, quasi tangibili, ma al turista non pesano affatto.
E’ una città che per essere apprezzata va innanzitutto capita ed io credo di esserci in parte riuscita, cosa che mi ha portata ad innamorarmene.

IMG_6026Wat Arun, Bangkok

Bangkok va respirata ed assaporata dai piani bassi. Il ristorante di lusso lascia il posto al chioschetto accanto, le strade ospitano i venditori ambulanti mentre i grattacieli, seppur meravigliosi, non varranno mai un solo attimo speso nei luoghi sacri della città.
Non nego che lo skybar del Lebua, l’albergo che ci ha ospitati per due notti, vada assolutamente visitato perché è in grado di trasmettere la stupenda sensazione di essere “sospesi”. E’ uno scenario mozzafiato, set del film “Una notte da Leoni II” dal quale prende il nome l’Hangovertini, il cocktail della casa che secondo il mio palato non è nulla di speciale.

Ai piani bassi, come accennavo prima, la città si offre pronta ad abbracciare i turisti in grado di captare le sue sfumature e l’estrema bellezza dei suoi simboli tra i quali spicca il Gran Palazzo, che mi ha rubato il cuore.
Dimenticate i soliti, sterili edifici: qui stiamo parlando della Thailandia propria dell’immaginario collettivo, quello spazio immenso fatto di colori sgargianti, di statue e di oro.

IMG_5983Gran Palazzo, Bangkok

I templi di Bangkok creano un forte contrasto con la realtà fuori le loro mura che si rispecchia in venditori ambulanti, nella povertà e in un modo che tutto ricorda tranne che la parola “ricchezza”. Ad essa si accostano però gli altri due luoghi sacri che ho visitato: il Wat Pho ed il Wat Arun.
Il primo custodisce al suo interno il Buddha Sdraiato e sfido chiunque, e dico chiunque, a non rimanere a bocca aperta davanti la sua immensità. Credo che se dovesse trovarcisi di fronte qualcuno ignorante della sua esistenza probabilmente faticherebbe i primi secondi a capire cosa raffigura questa meraviglia.

IMG_5998Wat Pho, Bangkok

Il Wat Arun io mi sono limitata a fotografarlo dal basso perché non mi è sembrato adatto alle persone che come me soffrono di vertigini. (Traduzione: me la sono fatta sotto!)
Si tratta di una “piramide” posta sull’altra sponda del fiume e raggiungibile tramite un battello al costo di 6TBH. La scalinata è impressionante: stretta, ripida e secondo me anche un po’ pericolosa. Però il Wat Arun è, in assoluto, uno dei luoghi di Bangkok più belli da immortalare.

IMG_6013Wat Arun, Bangkok

Da qualche parte lessi che Bangkok è una di quelle città “once in a life” e probabilmente è davvero così. O la ami o la odi perchè priva di mezze misure e su questo siamo molto simili.
E’ una signora bellissima ma che non ha voglia di truccarsi, che non ha bisogno di dimostrare nulla a nessuno.
Per quanto mi riguarda, io a Bangkok ho lasciato un pezzo del mio cuore. Proprio lì, tra i chioschi di Chinatown, sullo skyline notturno ed in tutte quelle cose che la rendono una città totalmente diversa dalle altre.

Forse oserei dire anche un po’ più speciale.

IMG_5934Gran Palazzo, Bangkok

IMG_6066Bangkok by night

IMG_5821Jim Thompson House, Bangkok

IMG_5841Chinatown, Bangkok

About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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