Bruxelles, ti immaginavo diversa

“E’ l’unico low cost, prendiamolo”
Questo è stato il debole entusiasmo che ci ha accompagnati durante l’acquisto dei biglietti aerei per Bruxelles, una delle mete più economiche su questo versante.
Mi sono resa conto che la capitale belga divide seriamente il popolo: quando abbiamo comunicato che sarebbe stata una delle nostre destinazioni, infatti, metà delle persone tirava fuori gli occhi a cuoricino, l’altra metà assumeva la classica espressione che poteva significare solo una cosa.
Che cavolo ci andate a fare?
In quel momento non sapevo ancora che Bruxelles mi sarebbe piaciuta così tanto.

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Sono sincera, se qualcuno mi chiedesse un consiglio per un weekend fuori porta, probabilmente non lo indirizzerei subito verso il Belgio e forse neanche io lo visiterei per una seconda volta.
E’ uno di quei luoghi che senti dentro e poi ti bastano, uno di quei quadri che appendi al muro dei ricordi e che guardi con un sorriso, ma che poi ti stufi ad osservare troppo.
Eppure, eppure, eppure.

Sarà che, come dicevo, sono partita senza aspettative e senza un piano ben preciso, ma quando mi sono trovata al centro della Grand Place il cuore ha iniziato a battere un po’ più forte.
Mi sono emozionata.
Il centro storico di Bruxelles è bellissimo, un susseguirsi di vicoli costeggiati da cioccolaterie e negozi di souvenir. Per non parlare degli immancabili waffle!
Quando alzi lo sguardo, ti rendi conto dell’esistenza di tetti spioventi che sembrano voler graffiare il cielo, mentre le case strette e attaccate tra di loro fanno a gomitate per guadagnarsi un centimetro di spazio in più.





Ad un certo punto incontri il Manneken Pis, la celebre statua che raffigura un bambino intento ad urinare. In realtà capisci di trovarti di fronte ad un simbolo della città solo per via delle tante persone che fanno la fila per scattare una foto. Così ti fermi, lo guardi meglio e a quel punto sfido chiunque a non pensare “E questo è tutto?”.
Ok, lo confesso: abbiamo ceduto anche noi alla foto di rito!

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Bruxelles è una città che sa di storia, di canzoni d’amore, di pioggia.. E di birra.
Il Delirium Tremens è la birreria più famosa del Belgio e probabilmente una delle più famose al mondo, grazie allo spropositato numero di birre che propone, addirittura più di duemila. Sapevi che ha vinto il Guinnes World Record?
I suoi tre piani sono sempre pienissimi e caotici, ma non temere: dopo il terzo bicchiere il chiasso non lo sentirai più. Noi che non siamo grandi intenditori abbiamo scelto a caso e poi sotto consiglio di un’amica ci siamo lanciati sulla birra “Delirium”, prodotta dal locale stesso. Se la consiglierei? Assolutamente si!

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Non si può andare a Bruxelles e non assaggiare le patatine fritte, con la loro particolarità di essere sottoposte ad una doppia frittura e servite nel cono di carta. Vi consiglio di sopportare la fila per provare quelle di Fritland (Rue Henri Maus, 49), che propone anche tantissime salse.

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Bruxelles è stata la meta finale di un viaggio inaspettato che ci ha portato a sconvolgere i piani, a partire privi di entusiasmo e ritrovarci pieni di cariche positive. Forse sbaglio a riempirmi sempre di troppe aspettative, perché a volte i luoghi che abbandoni in soffitta sono poi quelli che ti emozionano tanto. Sempre se hai il coraggio di soffiare via la polvere e di iniziare a mettere positivamente in discussione tutte le false credenze.
E’ vero, forse il Belgio non è tra le prime mete che consiglierei, ma la cornice di sentimenti che mi hanno accompagnata durante il nostro mini on the road e la voglia di lasciarsi catturare dall’imprevedibilità delle situazioni, beh.. Questo si, che lo auguro con tutto il cuore al mondo intero.

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About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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16 commenti

  • “i luoghi che abbandoni in soffitta sono poi quelli che ti emozionano tanto”.. beh neanche io ho mai pensato a Bruxelles, ma dopo questo tuo articolo devo cominciare a guardare i voli (e da quello che ricordo mi sa che da Genova c’è il diretto con Ryan….) 😀
    Brava Marika!!!! 😀

  • Io torno in Belgio tutti i marzi (perché Charleroi è sempre il Ryanair più economico da Ciampino…non si scappa), e devo dire che ogni volta Bruxelles mi regala qualcosa di nuovo; neanche a me verrebbe in mente di consigliarla eppure ci torno sempre volentieri.

    • In realtà a volte ci sono molti altri voli che costano anche meno 😛 Poi un luogo a prescindere dalla bellezza, deve darti qualcosa, come succede tra te e Bruxelles. Un abbraccio!

  • Il bello del viaggio è proprio questo: provare sensazioni diverse, provare tutti emozioni contrastanti, stupirsi.
    Abbiamo avuto sensazioni differenti da questa città eppure tu non ci torneresti e io si. certo che siamo strane eh! 😛
    p.s.: il manneken pis nudo? :O
    Ti abbraccio fortissimo!

  • “i luoghi che abbandoni in soffitta sono poi quelli che ti emozionano tanto” <3
    Ecco. Mi hai conquistato con questo racconto 🙂
    Bruxelles – Bruges prossima tappa!

  • Concordo pienamente con te… Anche io ci sono stata a fine luglio a trovare amici, l’unico motivo per cui inizialmente ho scelto Bruxelles. Mi ha però piacevolmente sorpresa per la sua vitalità e la sua cultura. Sorpresa inaspettata e bei ricordi… E in abbinata Bruges e Gand hanno completato la visita al Belgio. Davvero luoghi dalla bellezza inaspettata!

  • Ecco… lo sai che, accanto a questa pagina, ho una scheda internet aperta su Skyscanner, con la ricerca per i voli per Bruxelles?!?
    opsssssssss… ahahahah! 😉

  • Anche io, come te, avevo lasciato il Belgio in soffitta. Quanto mi piace questa espressione! Poi cogliendo una vera occasione siamo scesi a Bruxelles per poi proseguire a Bruges. Un week end sereno, in cui neanche io in effetti avevo molte aspettative ma che mi ha lasciato con un sorriso da ebete e la voglia di tornare. Credo che il Belgio sia anche molto altro e sono sicura che sia lì ad aspettarmi!

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