Benvenuti a Chefchaouen, la città blu del Marocco

La prima impressione che hai quando arrivi a Chefchaouen, la città blu del Marocco, è di essere finito in un quadro. Uno di quelli che ritraggono paesaggi marini, fatti di casette color pastello e le curve delle onde pronte ad infrangersi contro gli scogli.
Eppure siamo ben lontani dal mare, ci troviamo ad altezze elevate, nel bel mezzo dei Monti del Rif, sede di alcune delle piantagioni di cannabis più produttive al mondo.

Ma il motivo che spinge i turisti -o almeno la maggior parte- a visitare questa zona è Chefchaouen, una perla assolutamente imperdibile.
E dato che sappiamo che velo state chiedendo, dovrebbe pronunciarsi tipo Scefsciouen.

città blu del marocco

Quando diciamo che è blu, intendiamo che è proprio tutta tutta blu: dai muri al cielo, dalle insegne dei negozi ai taxi. E’ un luogo incredibile in grado di assorbire completamente ogni tipo di viaggiatore. La vedi in mille video e fotografie eppure quando metti piede nella città blu del Marocco è come se il tuo sguardo non avesse mai incontrato i suoi contorni prima. Non si può descrivere, è una tappa che ha tutto eppure non ha niente. Non ci sono monumenti degni di nota o edifici virtuosi, tutto quello che offre Chefchaouen è la magia del perdersi e riperdersi, restando ogni secondo a bocca aperta.

Cosa fare nella città blu del Marocco?

Perdersi, appunto.
La piazza principale della medina è Uta al-Hammam, uno spazio che pullula di bar turistici e dal quale si snodano tutti i mille e caratteristici vicoli blu. Il nostro consiglio è quello di dedicare a Chefchaouen solo una notte (noi siamo arrivati verso le 13:00 e siamo ripartiti la mattina dopo, trovandoci benissimo) e di caricare le batterie della macchina fotografica perché vi ritroverete ad immortalare qualcosa ad ogni passo. Provare per credere.

La magia, come accennavamo prima, sta nel perdersi. Quindi liberate il vostro tempo da piani e file excel e seguite l’istinto passeggiando in questa bolla di sapone fatta di negozietti di souvenir e ristorantini appartati. Chefchaouen non ha bisogno di un itinerario, ogni muro è uno spettacolo, ogni angolo un paradiso per i fotografi.

Dove mangiare nella città blu del Marocco?

Segnatevi questo indirizzo: Restaurant Beldi Bab Ssour.
Fatto? Ecco, ora mettetevi in testa di andarci. Si tratta di un ristorantino molto semplice ma frequentatissimo sia dai turisti che dalla gente del posto e lo testimonia la fila perenne davanti alla porta. Quando siamo arrivati noi era appena stato occupato l’ultimo tavolo all’interno, quindi i proprietari -persone di una gentilezza unica- ci hanno fatto sedere fuori (insieme ad una ragazza asiatica, cosa normalissima in Marocco). Così abbiamo consumato un’ottima cena -ricordate di provare la zuppa di lenticchie e i biscotti tradizionali- circondati dall’atmosfera magica delle stelle e, ovviamente, della pittura blu.

Dove dormire nella città blu del Marocco?

Se, come noi, avete la macchina vi toccherà dormire appena fuori il perimetro della medina e vi consigliamo il Residence Hoteliere Chez Aziz (circa 25 euro a testa con colazione).
E’ una sistemazione tutta blu –ma dai?– e super caratteristica: le camere sono in realtà mini appartamenti, la colazione vi verrà portata direttamente lì (basta chiamare in reception e cinque minuti dopo avrete il vostro bel vassoio) e c’è il parcheggio. Inoltre si trova a tre minuti a piedi dalla medina.

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Come arrivare nella città blu del Marocco?

Questo è un tasto dolente, perché Chefchaouen purtroppo si trova fuori dai soliti itinerari turistici e merita necessariamente una deviazione a sé. Noi l’abbiamo raggiunta da Rabat in circa cinque ore attraversando strade di montagna meravigliose ma lunghissime e non abbiamo ancora capito se si tratti dell’unica via o se il navigatore abbia fatto i capricci. In ogni caso, il consiglio è sempre lo stesso: chiedere alla gente del posto o al riad che state lasciando un consiglio sulla direzione migliore.

Il percorso è stato stupendo perché ci ha permesso di assistere a scene di vita quotidiana uniche, proprie di quei luoghi di montagna isolati dal mondo che riescono ancora a stupirsi e stupire.
In questa mappa abbiamo evidenziato una parte del nostro itinerario (Rabat-Chefchaouen-Meknes-Fez) per farvi inquadrare la sua posizione.
L’itinerario completo lo trovate invece qui–> click.

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Scomodissima? Si.
Ne vale la pena? Ad ogni costo.

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About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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