Viaggio, dunque sono.

Viaggio, dunque sono.

Indistruttibile.
E’ così che mi sento quando viaggio, che poi magari ci sta anche che io pensi al fatto di essere sempre la stessa ansiosa e paranoica ragazza che vive sotto un tetto stabile, ma non importa. Io viaggio soprattutto per il modo in cui mi sento quando lo faccio: libera, indipendente, viva.

524629_10200670197292337_2134483692_nTokyo, vista dalla Tokyo SkyTree

Il viaggio è, secondo me, una delle più grandi opportunità di crescita che possano presentarsi di fronte ad una persona per varie ragioni. Innanzitutto ti spalanca le porte della mente verso situazioni e culture che mai avresti potuto pensare esistessero davvero. Quelle cose che vediamo sempre scorrere tra le immagini confuse di un telegiornale e che sottovalutiamo un bel po’ e poi quando te le trovi di fronte “SBAM”, capisci che esistono e che possono arrivare a toccarti dentro, a pungerti con mille interrogativi.

311218_2320807974645_1366207901_n  Kenya, Watamu

Il viaggio, inoltre, ti mette faccia a faccia con il peggior nemico di tutti: te stesso. Non importa quanto tu ti senta fiero delle tue capacità, devi fare comunque i conti con le tue paure e le tue insicurezze. Ti tocca provare, assaggiare, buttarti a capofitto in ogni situazione. Devi lasciarti andare e farti travolgere da ciò che ti circonda, da ciò che hai scelto di esplorare. Se non lo fai, non stai viaggiando davvero.

1488250_10202366198891317_1657834554_nGiappone, Asakusa

Viaggiare è anche adattarsi e non dare peso agli imprevisti che nella routine ti mandano in bestia.
Ieri mi lamentavo del fatto che la caldaia di casa mia non stesse facendo bene il suo dovere e dopo aver maledetto il tecnico per circa un’ora, ho pensato che quando ho scelto l’alloggio alle Phi Phi Islands, immerso nella natura e privo di acqua calda, sono stata felice. Che cosa strana, uno va dall’altra parte del mondo e sorride all’idea di non potersi fare una doccia calda.

1002594_10201252487729234_1692010559_nBarcellona, Parc Guell

Non importa che l’istinto ti porti a pochi chilometri da casa o in un altro continente, ciò che conta è la curiosità, la consapevolezza di non essere nient’altro che dei minuscoli puntini in un universo pronto a divorarci, a riempire la nostra valigia di ricordi indelebili.
Regola numero uno: sorprendersi, sempre.

1013381_10200982709704952_205090043_nIschia, Sorgeto

Visto quanto ti cambia il viaggio? Ancora prima di intraprenderlo. Perché il viaggio parte da dentro ed è una cosa, per me e per molti un’esigenza, che ti chiama puntualmente e ti manca, ti manca tanto.

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Amsterdam, Joordan

Come se avessi bisogno di rientrare nei panni dell’altro te, quello che lasci sull’aereo al ritorno, quello che si lascia guidare dall’istinto e non ha paura di superare i propri limiti.

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Napoli, Maschio Angioino

L’unica saggezza è fare in modo che la nostra felicità e il nostro umore dipendano solamente da noi stessi.

Marcel Jouhandeau

About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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7 commenti

  • Bellissimo Post ! è vero,condivido pienamente,viaggiare apre la mente,induce alla riflessione,stimola nuovi interessi ed approfondimenti,ci rende più colti,a patto che si mantenga una flessibilità/elasticità mentale e si accettino le diversità. Molto utile, tra l’altro, almeno per me lo è stato, sotto anche questi aspetti :
    – cercarsi uni lavoro all’estero
    – da genitori,quando si comincia ad insegnare ai figli ad accettare ed apprezzare le diversità di razze,di culture,di usi ed abitudini cosi diverse dalle nostre,trasmettendo loro il desiderio di vedere e vivere nuove esperienze e farne tesoro per tutta la vita.
    Se un giorno sarà mamma,capirà l’importanza vitale di vaer viaggiato molto,e delle esperienze fatte, e proverà la gioia di trasmettere e condividere con i figli le emozioni ed i ricordi vissuti a suo tempo.

    • Mi sono emozionata, davvero 🙂 Viaggiare aiuta in talmente tante cose da arrivare a considerarlo un maestro di vita! Concordo sull’elasticità mentale, se manca quella allora è inutile viaggiare. Grazie per questo commento meraviglioso 🙂

  • Bellissimo post, concordo. Punto.

    Viaggiare mi ha anche aiutato tanto nell’affrontare (e superare) quelle che credevo fossero le mie insicurezze, la mia mania di essere “sempre super organizzata” e a trovare e scoprire nuovi lati di me. A volte mi ritrovo a chiedermi “ma… sono io? eh si, proprio io!”
    E’ un viaggio nel viaggio, in cui ci si mette sempre alla prova. E si torna a casa inevitabilmente arricchiti.

    Ti lascio una frase di Edgar Allan Poe che mi è sempre piaciuta molto: “Travelling is like dreaming: the only difference is that not everyone, once awaken, can recall their dream. Whereas, everyone has a vivid memory of the trip from which he has returned.”

    🙂

    • Ali grazie davvero per questo commento meraviglioso! È vero, si torna sempre un pò diversi da come si era partiti e questo significa che ogni viaggio ha qualcosa da insegnare. A prescindere dai luoghi o dai monumenti, la persona all’arrivo non è mai la stessa della partenza.
      E la frase di Edgar Allan Poe è meravigliosa, sono felice che tu abbia deciso di condividerla con me.
      Grazie ancora!;)

      • E poi volevo aggiungere che la tua frase “Che cosa strana, uno va dall’altra parte del mondo e sorride all’idea di non potersi fare una doccia calda.” mi ha fatto sorridere… ma è assolutamente veritiera! Dall’altra parte del mondo ci adattiamo a tutto per provare cose nuove! (senza renderci conto che basterebbe una caldaia rotta per avere brividi di emozione anche a casa.. e che brividi!) 😉

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