Due giorni a Singapore: il futuro secondo me

A detta del The Economist, Singapore è la città più cara del mondo.
Come viene dichiarato in un articolo dell’Huffington Post:

Singapore è al primo posto della lista, per i costi altissimi sia del vestiario che dei trasporti pubblici e privati. Lo studio ha calcolato che il costo dei mezzi di trasporto a Singapore è circa tre volte più alto di quello di New York.

Io non sono d’accordo, o almeno non del tutto.
Sebbene i miei due giorni a Singapore mi abbiano mostrato un lato economico del Sud Est Asiatico al quale non ero decisamente abituata, tutto ciò viene ripagato dall’efficienza incredibile di cui gode la città sotto ogni punto di vista. I trasporti sono praticamente perfetti, la pulizia è palese così come la presenza di grossi, immensi investimenti da parte dei potenti.
Singapore è proiettata verso il futuro.

due giorni a Singapore

Inoltre non manca per il turista la possibilità di scegliere: si può mangiare sia in ristoranti mozzafiato (e mozza-portafoglio!) che in bancarelle allestite sul ciglio della strada.
Ovviamente noi -da bravi amanti dello street food- ci siamo buttati sempre sulla seconda opzione ed abbiamo apprezzato tantissimo gli Hawker Centre sparsi un po’ ovunque.

Gli Hawker Centre sono food court piene di chioschi relativamente economici nei quali viene venduto cibo proveniente da tutta l’Asia. Ne abbiamo visitati due: Maxwell Food Centre e Lau Pa Sat. Il primo si trova a Chinatown, è decisamente più spartano ma enorme e pieno di locals.
Il secondo, invece, mi è sembrato più curato ma meno frequentato da gente del posto. La particolarità è che, quando arriva la sera, la strada davanti viene chiusa e riempita di tavoli ai quali vengono serviti arrosticini o altre prelibatezze.

due giorni a Singapore
Lau Pa Sat Hawker Centre

Cosa visitare in due giorni a Singapore?

Secondo me due o tre notti sono il tempo adeguato per entrare in contatto con questa città così particolare e variegata, infatti il mio consiglio è quello di approfittare di uno scalo prima di volare in altre zone asiatiche.
Noi abbiamo alloggiato la prima notte al Marina Bay Sands per provare la meravigliosa Infinity Pool e abbiamo notato che lo skypark dell’hotel è una delle maggiori attrazioni della città, ma secondo me non ha senso visitarlo senza poter fare il bagno, dato che solo gli ospiti possono accedere alla piscina. Inoltre -sempre a mio parere- è molto più bello da fuori (da dove si nota che è a forma di nave) che dentro. Anche lo spettacolo serale delle fontane è stato alquanto deludente.
La seconda notte ci siamo spostati al Wanderlust Hotel di Little India, un hotel molto particolare con un design estremamente interessante.

Gardens by The Bay

Immaginate le sensazioni provate quando ci siamo incamminati verso questo parco spettacolare -adiacente al Marina Bay- e ci siamo ritrovati all’ombra di alberi letteralmente spaziali. Secondo me i Gardens by The Bay sono il biglietto da visita di Singapore: è qui che si sente il profumo dell’innovazione.
C’è anche la possibilità di camminare su una passerella altissima posta tra gli immensi alberi artificiali, ma se soffrite come me di vertigini vi sconsiglio di provarci: io non ce l’ho fatta a percorrerla.

due giorni a Singapore
Gardens by The Bay e il Marina Bay Sands

Chinatown

La Chinatown di Singapore è una delle zone più attive della città, visto il grande afflusso di turisti.
Appena usciti dalla metro, ci siamo ritrovati su Pagoda Street, una strada piena di bancarelle che vendono souvenir a buon prezzo o oggetti tipici cinesi.
Poco più avanti c’è il tempio Hindu più antico e a mio parere particolare della città: Sri Mariamman.
Oltre all’Hawker Centre, vi segnalo anche Food Street e dal nome capirete immediatamente che si tratta di una strada piena di chioschi e ristorantini.

Due giorni a Singapore
Sri Mariamman Temple

Little India

Durante i miei giorni a Singapore ho potuto girare il mondo semplicemente prendendo la metro. Incredibile come questi quartieri siano così tanto tipici da dare l’impressione di trovarsi in un universo parallelo. La comunità indiana si sviluppa lungo Serangoon Road e i suoi vicoli e la prima cosa che salta all’occhio è senza dubbio la presenza costante di colori accesissimi. Casualmente, siamo capitati al tempio Sri Veeramakaliamman durante le benedizioni ed è stato molto emozionante osservare il comportamento tipico di un luogo, l’India, che ancora non ho visitato.

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Sri Veeramakaliamman Temple
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Dettagli di Little India

Arab Street & Kampong Glam

Abbiamo raggiunto questa zona a piedi partendo da Little India, catapultandoci improvvisamente nel quartiere arabo di Singapore. Si fanno subito notare le shop house ristrutturate e ridipinte con colori pastello e motivi particolari.
E’ una zona molto caratteristica e molto curata, ma a farle da padrona è senza dubbio la moschea Masjid Sultan con la sua enorme cupola dorata. Proprio lì davanti si snoda Bussorah Mall, una stradina piena di botteghe.
Pare che Kampong Glam sia anche la casa della comunità malese.

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Masjid Sultan

Bugis Street

Quando mi sono trovata di fronte Bugis Street ho avvertito subito l’impulso di scappare, ma in realtà alla fine ho apprezzato moltissimo questa stradina così particolare. E’ come se fosse un enorme centro commerciale cinese fatto di vicoli nei quali si vende di tutto: dallo street food più comune ai vestiti, fino ad arrivare all’elettronica o ai souvenir.
Gli spazi sono stretti, sembra quasi di essere nel bel mezzo di un souq, ma vale la pena fare un giro.

Orchard Road

Orchard Road è semplicemente la strada dello shopping, la Fifth Avenue di Singapore. Qui si concentrano tutti i grandi marchi e diversi centri commerciali. Molto particolare con le decorazioni natalizie, tuttavia non riserva nulla di interessante a chi non è intenzionato a fare compere.

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Clarke Quay

In assoluto una delle zone che più mi hanno colpito durante i miei due giorni a Singapore. Le recensioni ne parlavano molto bene, ma non mi sarei mai aspettata di trovare un’atmosfera così particolare. Clarke Quay si concentra sul lungofiume e consiste in un numero imprecisato di locali, pub e ristorantini che propongono tutte le cucine del mondo. La luce soffusa, il via vai di gente e l’allegria che si respira ovunque rendono questa zona la meta perfetta per la cena o il post cena.

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Clarke Quay – foto di gforum.vn

Da Singapore, sinceramente, non sapevo cosa aspettarmi.
Mi è piaciuta da subito, da quando ho percorso a bordo di un taxi la strada alberata che collega l’aeroporto al centro città.
Ho avuto la possibilità di visitare diverse città multiculturali, eppure nessuna come Singapore ha fatto di questo aspetto il proprio segno distintivo, tanto da sembrare un insieme quasi surreale ma estremamente affascinante. Quando dico che le diversità sono una ricchezza, intendo proprio questo. Incredibile come culture così diverse riescano a convivere in un equilibrio che -almeno all’occhio del turista- sembra non avere falle, ma queste sono supposizioni che solo chi vive lì ogni giorno potrebbe confermare o smentire.
In ogni caso quello che ho capito io è questo: Singapore è il futuro, è l’innovazione, è la ricerca estrema di una perfezione che forse non esisterà mai, ma che se esistesse sono sicura le somiglierebbe molto.

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About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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