Sei giorni a Bali: miele puro, itinerario e consigli

“E vedrete, i balinesi, quanto sono ospitali!”
Questa era la frase che ci ripetevano in continuazione le persone che erano già state a Bali prima di noi, sempre la stessa.

Ecco, se c’è una cosa che abbiamo capito durante i nostri dei giorni a Bali è che i balinesi non sono ospitali. Sono molto di più.
Ti fanno sentire a casa dal momento stesso in cui metti piede nell’aeroporto, dall’istante in cui varchi la soglia del tuo hotel e tutti ti riempiono di domande, da quando ti siedi al ristorante e ti chiedi se magari non ti hanno scambiato per un personaggio famoso, dall’attimo in cui cammini per strada e le persone ti sorridono. I balinesi sono miele puro.

sei notti a Bali sei notti a Bali Il nostro viaggio in Indonesia è stato semplicemente meraviglioso, un concentrato di relax, cibo e cultura. Considerando che è arrivato dopo l’India, poi.
Abbiamo scelto di non visitare tutti i templi più importanti ma di seguire i nostri interessi dedicandoci solo a quelli che ci ispiravano di più e credo sia stata la decisione più azzeccata. Premettiamo che l’Indonesia è enorme e che per motivi pratici ci siamo concentrati su Bali e Lombok, spendendo diversi giorni alle isole Gili.

I sei giorni a Bali sono state divisi in:

  • prima notte a Kuta
  • tre notti a Ubud
  • ultime due notti a Kuta

Tra Ubud e le ultime due notti a Kuta ci sono state le Gili e Lombok.
E’ d’obbligo una premessa: il mare a Bali non è bello. Nel senso, va bene se sei un appassionato di surf o se non hai grandi aspettative e il tuo desiderio è solo quello di crogiolarti al sole senza necessariamente avere bisogno di una spiaggia paradisiaca. Ma se cerchi il mare da cartolina non è a Bali che lo troverai. Quello puoi trovarlo in altri luoghi e ne abbiamo parlato in questo post.

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COME MUOVERSI A BALI?

Il nostro consiglio è quello di decidere prima cosa fare e cosa vedere per poi dividere il tempo a disposizione tra le varie località.
Tieni in considerazione il fatto che le distanze sembrano piccole ma in auto sono enormi, quindi dimentica Google Maps. Per percorrere i 35 km che dividono Kuta da Ubud abbiamo impiegato circa due ore e un quarto, a causa del traffico assurdo.

L’ idea iniziale era quella di girare tutta l’isola in scooter, ma poi Paola ci ha consigliato qualcosa di molto più comodo, visto il poco tempo a disposizione. Quindi abbiamo deciso di utilizzare il motorino per le attrazioni più vicine e di contattare un driver locale per un full day tour verso quelle più lontane e per lo spostamento da Kuta a Ubud. Ecco, se hai bisogno del suo contatto non farti alcun problema a richiederlo, lui si chiama Swastica ed è una persona incredibile, un vero amico. Incarna perfettamente lo spirito della sua isola: ride sempre, è di un’ospitalità unica e quando lo lasci inevitabilmente piangi.

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Durante il full day tour abbiamo visitato il Pura Ulun Danu Bratan (il tempio del lago, per intenderci!), una farm dove si producono caffé e innumerevoli spezie (a mio parere evitabilissima, ma dipende dai tuoi interessi), le risaie di Jatiluwih e il Mengwi Pura Taman Ayun, ovvero il tempio della famiglia reale.

Avevamo inizialmente proposto di aggiungere anche altre tappe ignari, appunto, del traffico. Con questo programma siamo riusciti a vedere tante cose partendo alle 9 e rientrando verso le 17.

Durante i nostri sei giorni a Bali, sia a Kuta che a Ubud, tramite il nostro hotel, abbiamo noleggiato uno scooter per pochi soldi (circa 4 euro al giorno) per girare nei villaggi o in quelli vicini e per raggiungere le attrazioni nei dintorni. Attenzione: abbiamo visto diverse pattuglie intente a fare posti di blocco e alcuni balinesi ci hanno riferito che spesso richiedono la patente internazionale.

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KUTA BALI
(da non confondere con Kuta Lombok)

Kuta è famosa per la sua nightlife, è la mecca della movida balinese e il luogo forse più famoso per il surf. Molti non la sopportano, a noi è piaciuta tantissimo!
Come sempre dipende da ciò che ogni viaggiatore cerca.
Non sceglierla quindi se odi i locali notturni o se prediligi i luoghi isolati, perché Kuta fa rima con turismo di massa e va vissuta tra aperitivi e passeggiate tra i numerosissimi negozi. La strada -sia costiera che non- collega senza interruzioni Kuta a Legian (che sono praticamente un’unica cosa) e Legian a Seminyak, ovvero le tre zone più animate di tutta l’isola. Abbiamo scelto di dormire a Kuta perché è la più famosa e con lo scooter si raggiungono facilmente le altre due.

Da Kuta puoi visitare autonomamente -se sei abituato a guidare un motorino- anche il Tanah Lot e l’Uluwatu. Armati di pazienza perché impiegherai comunque un po’ ad arrivare.

Consigli vari su Kuta e Legian

  • La città è piena di scuole per surfisti, quindi se vuoi metterti alla prova con questo sport sei nel posto giusto. Occhio a sceglierne una qualificata!
  • Le strade principali sono Poppies I, Poppies II e Legian. Qui si concentrano tutti i locali notturni, gli studi di tatuatori ecc.
  • Un’altra zona da vedere è quella che ospita anche il Discovery Shopping Mall, leggermente più tranquilla ma piena di ristorantini e negozi.
  • Non perderti un aperitivo al tramonto in spiaggia a base di Bintang -l’onnipresente birra nazionale- nella zona di Legian, dove troverai bar improvvisati che consistono solo in sedie di plastica poste direttamente sulla spiaggia

Per quanto riguarda l’alloggio ti consigliamo il The Pavillon Hotel (circa 12 euro a testa a notte senza colazione) e soprattutto il Kana Kuta Hotel (circa 15 euro a testa a notte con colazione).
Di fronte al The Pavillon c’è un ristorante super local e super tipico (e super spartano!) dove abbiamo preso una birra grande e due piatti principali spendendo circa 2 euro a testa. Lo consigliamo perché oltre ad essere molto economico è anche molto buono!

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JIMBARAN

Altra zona raggiungibile facilmente da Kuta, Jimbaran è una meta imperdibile per una serata, nonostante sia ormai molto, molto, molto commerciale. Ma cos’ha di speciale?
Ecco, tutta la spiaggia di Jimbaran è tappezzata di ristorantini che ti permetteranno di cenare a lume di candela direttamente con i piedi nella sabbia, con tanto di rumore delle onde in sottofondo e con la possibilità di scegliere personalmente il pesce da mangiare.
Dimentica i prezzi indonesiani, qui non pagherai meno di 15/20 euro a testa per un pasto normale fatto di pesce alla griglia, riso e contorni, ma anche di più se vuoi esagerare.
Pare che alcuni ristoranti usino il pesce congelato, quindi occhio alle truffe. Noi ti consigliamo Ganesha Caffè.

SEMINYAK

Se tornassimo indietro, probabilmente dei nostri sei giorni a Bali ne dedicheremmo uno intero a Seminyak, raggiungibile comunque da Kuta in poco tempo.
Seminyak è la parte, come dire, più fighetta. Qui ci sono i grandi marchi, i negozi più alla moda, i ristoranti più costosi. Oltre ad essere perfetta per lo shopping, merita sicuramente una serata perché ha dei locali bellissimi e le sue strade sono perfette per una passeggiata dopo cena. Buonissimo (ma caro) il ristorante messicano Motel Mexicola, dove c’è sempre festa e un sacco di gente!
Se hai voglia di gelato, il posto giusto invece è Gusto Gelato.

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UBUD

Abbiamo lasciato il meglio alla fine, perché il dulcis in fundo non è mai stato così dolce. Ubud è la Bali che tutti immaginano, quella fatta di relax, vegetazione, sorrisoni e cibo salutare. Nonostante il turismo in costante crecita dovuto soprattutto a “Mangia Prega Ama”, Ubud è magia. L’abbiamo amata tantissimo, l’abbiamo respirata e fatta nostra e sappiamo che prima o poi torneremo da lei. Perché Ubud ti resta dentro.

Le giornate trascorrono tra visite e massaggi, tra passeggiate e meditazione. Ovunque, e ripetiamo ovunque, c’è una scuola di yoga o uno spazio in cui praticarlo.

Cosa fare a Ubud?

A parte lo yoga?
Le attività sono molteplici ma quello che dovrai provare assolutamente è un massaggio balinese tradizionale. Per circa dieci euro riceverai un’ora di relax intenso intervallato da attimi di dolore lancinante (giuro!) che ti faranno poi sentire rinato. Le spa sono disseminate ovunque e molte propongono anche trattamenti della durata di tre o quattro ore o anche di più che solitamente comprendono, oltre al massaggio, lo scrub e un bagno in una vasca piena di acqua e fiori.

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La Monkey Forest è un appuntamento fisso per quasi tutte le persone che visitano Ubud. Diciamo quasi perché molte sono spaventate dalle scimmie e non hanno tutti i torti, dato che alcune sono praticamente isteriche. Noi ci siamo divertiti tantissimo! Il posto è stupendo, immerso nel verde più verde, le scimmiette se mostri loro le banane ti saltano addosso, regalandoti foto buffissime. Capita che mordino, ecco, a noi fortunatamente non è successo, quindi non abbiamo informazioni sicure in merito.

Nei dintorni di Ubud sorgono innumerevoli farm che propongono il celebre Copi Luwak,  ovvero il caffè fatto con le bacche ingerite e poi defecate del Luwak, appunto. Noi ci siamo rifiutati di assaggiarlo non perché siamo schizzinosi, ma perché questi animaletti spesso e volentieri vengono maltrattati e tenuti in gabbie minuscole.

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Campuhan Ridge Walk è stata per noi una parentesi meravigliosa, una delle attività più belle dei nostri sei giorni a Bali. Si tratta di un percorso di circa 2 km (e altri 2 km al ritorno) immerso nella natura che parte dal centro di Ubud. Cielo e terra si fondono, le risaie ti abbracciano e una sensazione di benessere invade il corpo. La passeggiata termina al Caffè Karsa, dove devi assolutamente assaggiare il succo al mango fatto in casa, sorseggiandolo mentre ti lasci ammaliare dalla vista superba.

A Ubud tutto è incentrato sul benessere, quindi se sei un amante della cucina sana questo è il posto che fa per te. I veri warung tradizionali, ovvero i tipici ristorantini indonesiani, propongono cucina tipica ma alcuni sono specializzati proprio in healthy food, lo stesso vale per i bar. Inoltre se sei vegetariano non avrai alcun problema.
Ti consigliamo assolutamente il ristorante Kafé e il Warung Sopa, due tra i posti più buoni provati durante i nostri sei giorni a Bali.

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Enjoy Ubud! Esatto, semplicemente: goditela.
Ubud rende speciale anche una camminata lungo le strade principali, alla ricerca di un negozio di artigianato o di un bar in perfetto stile balinese.

Solo il suono della parola Bali porta la mente a viaggiare tra paradisi tropicali, vegetazione onnipresente, musiche rilassanti e frangipane.
Eppure la nostra immaginazione non si avvicinava neanche lontanamente a ciò che ha rappresentato per noi. Bali è un luogo facile e adatto a tutti, è un luogo amico.
Mentre eravamo lì pensavavamo come sempre al post che avremmo scritto e siamo arrivati immediatamente alla conclusione che non avremmo avuto alcun problema a raccontare quest’isola, a descriverla, a trovare le parole. Così è stato.
Certi luoghi parlano da soli.

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About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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16 commenti

  • Ho seguito il tuo viaggio sui social e le foto di Bali che avevi condiviso mi avevano già rapita: questo post è stato la conferma di quello che già pensavo, devo andarci al più presto! <3

  • Terza volta che riscrivo il commento! Ce la posso fare.
    Questo post è meravigliosamente pieno di tutto ciò che serve sapere per godersi Bali e non vedo l’ora di sperimentare tutti i tuoi consigli!
    Top: le scimmiette, le risaie e il massaggio!
    E sarei di quelle che fanno surf!

    Bellissime le foto <3

  • Ho fatto più o meno lo stesso giro circa diciotto anni fa, quando dormire alle Gili o a Ubud assomigliava ad un estremo corso di sopravvivenza. La spiaggia nera di Lombok era deserta e i surfisti biondi e abbronzati era la sua grandissima attrazione.
    Mi rendo conto, leggendo, di come cambiano le cose, di come anche i ricordi possono invecchiare. Forse è ora di tornare laggiù a dare una rinfrescatina…

  • Ciao Marika!
    Che bel post 🙂 noi ci troviamo ora ad Ubud e stiamo seguendo i tuoi preziosi consigli. Volevo chiederti se è possibile contattare la vostra guida Swastica, ma i suoi tour partono da Ubud?
    Grazie mille!
    Veronica

    • Ciao Veronica!
      grazie mille!
      Swastica non è una guida, ma un driver 🙂 Se mi mandi una mail (info@gate309.com) ti giro il suo numero di telefono 🙂 sisi partono anche da Ubud, che tra l’altro è il suo villaggio Natale 🙂

  • Vero tutto ciò che hai detto su Bali: ti entra dentro…
    Ubud poi è magica le persone sono tutte molto ospitali e mi mancano i massaggi; quella pace e tranquillità che si respirava, come se ogni momento fosse adatto alla meditazione!!!Il tempo lì ha assunto una nuova dimensione molto più lenta e in armonia con la natura.
    Per quanto riguarda le scimmie, beh è vero: mordono ma non fanno male…restano comunque innocue.
    Seminyak non è proprio fighettina, anzi il contrario, lo è più Kuta e non è un granchè sinceramente, tranne per il tramonto sulla spiaggia, quello è fantastico!!
    Un pezzo di cuore l’ho lasciato lì, perchè so che dovrò prima o poi tornarci!!

    • Bali è unica, veramente ti “rimette a posto” lo spirito 🙂
      Io Seminyak l’ho adorata ma l’ho trovata moooolto più fighetta e chic, con prezzi decisamente più alti e un’atmosfera molto più da fifth avenue 🙂 Kuta mi piace tanto, però io amo il casino quindi non faccio testo 🙂

  • Bali è una meta che sogno da sempre! Da prima ancora di diventare un’amante dei viaggi!
    Chissà perchè poi l’ho accantonata… grazie per avermela fatta scoprire con queste foto stupende!

  • Ciao Marika, ho appena letto del Campuhan Ridge Walk , una camminata i totali 4 km tra risaie e natura… immagino sia un sentiero.. racconti che si “prende” dal centro di ubud… ma è una camminata che devi organizzare con i locals o ci sono le indicazioni del sentiero e quindi puoi avventurarti da sola? Partiremo alla volta di Bali venerdì, purtroppo cancellando una parte di itinerario che prevedeva Lombok e Ghili causa terremoto…Grazie, Chiara

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