Siamo ciò che crediamo di essere: la consapevolezza

Esattamente un anno fa stavo studiando per l’esame di statistica, il mio ultimo esame, quello che già avevo provato senza mai riuscire a passarlo, rimandando di volta in volta la laurea con la falsa consapevolezza che i numeri sarebbero stati sempre più forti di me.
Ho verbalizzato l’esame al quarto tentativo con un ventiquattro che per me aveva lo stesso valore di dieci trenta e lode.

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Magari per te non significherà nulla, ma per me i numeri hanno sempre rappresentato un ostacolo, ogni volta che me li trovavo davanti mi veniva l’ansia, era più forte di me.
Col senno di poi -e con un pizzico di consapevolezza e di maturità in più- la colpa la riverso tutta sul mio impegno, sul non averci creduto abbastanza.
Quel periodo mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di mettere in pratica una frase che mio padre mi ripete da quando sono bambina: “Non pensare mai di non potercela fare”.

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Ultimamente mi ritrovo spesso a riflettere sulle persone, cosa che sembra banale ma in realtà non sempre lo è.
Mi piace parlarti di viaggi, di voli low cost e di hotel economici, però poi penso che prima di essere una blogger -mi fa ancora strano dirlo- sono una persona, una ragazza come tante con gli stessi pensieri che hanno tutti.
E vorrei trasmetterti un pizzico di quell’entusiasmo che cerco di non farmi mancare mai, perché è l’essenza, è la chiave di tutta la mia vita.
Sostengo che se ognuno di noi imparasse la regola fondamentale del “credi in te stesso” ci sarebbero meno problemi. E’ una cosa fin troppo facile da dire, troppo difficile da mettere in pratica. Bisogna lavorare ogni giorno su ciò che vogliamo essere, sui lati del nostro carattere che andrebbero valorizzati e su quelli che avrebbero bisogno di una bella smussata.
A me piace così tanto quel bicchiere mezzo pieno e il lato positivo in ogni situazione, ma non è stato sempre così.

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Quando ti trovi a fare ciò che realmente ami -e bada bene, ho detto “realmente- è come se all’improvviso ti si presentasse davanti agli occhi uno scopo, una missione.
La mia missione, il dovere che ho verso me stessa, è viaggiare e a volte penso realmente di essere nata per questo. So che è un’idea stupida, non sono una di quelle persone che credono nel destino perché per me il destino è determinato dalle scelte che compiamo ogni giorno, comprese quelle più piccole e inconsapevoli. Non mi piace pensare che ci sia un percorso già scritto, sono io che scelgo la mia vita, io che commetto i miei errori, io che cerco di rimediare, io che mi riprometto di imparare da essi.

Però vorrei dirti, a bassa voce, che sono fiera di me, un po’ più di prima. Sto mettendo ciò che amo davanti a tutto e lo faccio con un sorriso enorme sul viso. Tutto questo l’ho imparato grazie ai viaggi e grazie al blog.

E grazie a tutte le volte che mi viene fatta questa domanda: “Ma non hai paura di ritrovarti in situazioni spiacevoli mentre sei dall’altra parte del globo?”. La mia risposta è sempre la stessa: “No, ma se non avessi provato non lo avrei mai saputo”.

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Ho imparato, senza mai pentirmene, a mettere da parte altri doveri per viaggiare, a “farmi le ossa” e ad essere un po’ più sensibile, con la consapevolezza che lì fuori c’è un modo che a volte mi stupisce e a volte mi immobilizza. Ma, cosa più importante, mi mette costantemente alla prova. A differenza di quando sono a casa, non esiste un giorno uguale ad un altro: ognuno è diverso dal precedente ed è pronto a mettermi di fronte ad una nuova sfida.
Il viaggio serve a guardarsi dentro, a fare i conti con se stessi e a porsi delle domande che magari non abbiamo mai avuto il coraggio di affrontare.

Coraggio. 
Che strana parola.

Ti chiedi mai quante volte ti è capitato di fare qualcosa che non hai mai fatto? O meglio, qualcosa che credevi erroneamente di non essere in grado di fare?

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Diamo valore alle nostre conquiste solo quando stringiamo i denti e impieghiamo ogni singolo muscolo per raggiungerle.
Altrimenti, non le prendiamo nemmeno in considerazione.

Viaggiando ho imparato a tenere testa alle situazioni e a pensare che anche se sono una minuscola formica in un mondo enorme, cavolo.. Io posso farcela!
Ognuno di noi dovrebbe cercare quel qualcosa in grado di “smuovere la situazione”, di innescare la consapevolezza di essere in grado di fare tutto.

Posso darti un consiglio?
Ogni volta che ti trovi di fronte ad un ostacolo, non raggirarlo.. Prova a saltarlo. Male che va ti basterà tamponare le ferite e riprovarci, magari con una tecnica diversa o con un pizzico di testardaggine in più.

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Quando ho dato vita a Gate 309 pensavo che non sarei mai riuscita ad arrivare dove sono ora, un traguardo che nonostante non sia immenso, continua a darmi soddisfazioni quotidiane e ogni volta che qualcuno mi confida di aver prenotato un volo low cost grazie al mio video, mi viene da sorridere, perché so che in fondo ho fatto bene a crederci davvero.

Voglio dirti una cosa, riportare qui le stesse parole che ho citato all’inizio del post, con la speranza che tu riesca ad applicarle a qualsiasi ambito della tua vita o addirittura proprio a te stesso, perché non importa quale sia l’obiettivo, ciò che conta è cercare in tutti i modi di raggiungerlo.

“Non pensare mai di non potercela fare”

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About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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