Primi passi in Myanmar: cosa vedere a Yangon

<< E tu cosa pensi? >>
Stiamo camminando in un mercato, uno di quelli grandi, caotici e disordinati. Creato a caso sul marciapiede di una strada trafficatissima.
La nostra guida Min Min è accanto a me, mi sta spiegando che dal 2005 Yangon non è più la capitale della Birmania, perchè è stata sostituita da una città poco attraente chiamata Naypyidaw, nel centro del Paese.
<< We can’t know what happens there. That’s all. >>
Lo raggiungo con un passo svelto ma sicuramente meno esperto del suo, che si divincola facilmente dalla morsa dell’ora di punta del mercato. Vorrei saperne di più, eppure è difficile trovare un birmano che sappia dare risposta più esaustiva. La maggior parte della popolazione è convinta che la capitale sia stata spostata per tenere nascosti alcuni movimenti. Io non ne so abbastanza, quindi non sono in grado di formulare una mia ipotesi.

cosa vedere a Yangon

Con questa città è stato amore a prima vista.
Ed è strano, perchè non si tratta di un capolavoro dell’edilizia e neanche di una località rivestita di uno charme particolare.
Nessuno ti prepara a lei. E’ raro trovare informazioni su cosa vedere a Yangon, su cosa mangiare, sull’aria che si respira. Tutte le immagini più famose del Myanmar ritraggono monaci o comunque panorami di certo più stuzzicanti di un agglomerato urbano privo di una forma specifica. Eppure per me è stata una tappa fondamentale: Yangon deve essere visitata assolutamente. E’ qui che si ha il primo contatto con le abitudini di un popolo che da quando metti piede fuori dall’aereo sembra suggerirti con lo sguardo “Benvenuto, qui puoi sentirti a casa”.
E io, a casa, mi ci sono sentita eccome.

cosa vedere a Yangon

Nel tragitto che dall’aeroporto avrebbe dovuto condurci fino al nostro hotel, ad un certo punto Min Min -che avevamo appena conosciuto- ha fermato la macchina e ci ha ordinato di scendere al volo perché aveva visto una manifestazione di protesta in lontananza e ha scorto in essa la possibilità per me di scattare belle foto.
Ho avuto il dubbio di risultare invadente, ma è subito sparito quando i manifestanti hanno iniziato a sorridere a noi e  alla fotocamera e a mettersi in posa. In quel momento mi si è riempito il cuore. Hai presente quando provi un’emozione talmente forte da sentire lo stomaco bruciare? Ecco, io sentivo il petto che stava andando a fuoco.

Salutati i manifestanti, però, ci siamo resi conto che Min Min non aveva dato indicazione al nostro autista, del quale ovviamente non c’era più traccia, e noi avevamo tutto in macchina, telefoni compresi.
Morale della favola: lo abbiamo cercato per un’ora sotto il sole cocente tra risate e chiacchiere delle persone che si fermavano per salutarci o scattare una foto ricordo con noi. Poi lo abbiamo trovato tutto tranquillo che ci aspettava all’angolo.
In quel momento ho capito che avrei amato il Myanmar.
E Min Min, ovviamente.

cosa vedere a Yangon

cosa vedere a Yangon

Come ho raccontato in un recente post, io e Diego abbiamo condiviso con Min Min tutto il viaggio, quindi non ci siamo informati personalmente su cosa vedere a Yangon perchè ci siamo affidati a lui, però posso dire ciò che ci ha mostrato.
La prima tappa è stato il National Theatre, un punto decisamente non turistico ma interessante perché quel giorno c’era la fiera del libro e secondo Min Min sarebbe stata una buona opportunità per osservare il popolo birmano. Indovina? Aveva ragione.
Ci è piaciuto moltissimo camminare tra vecchi banchi di legno pieni di volumi nuovi e usati buttati a caso uno sopra l’altro, mentre l’odore delle pagine ci inondava le narici. Non so stabilire se sia stato più emozionante vedere le edizioni locali di alcuni classici che amo oppure le tante copertine che ritraevano una sorridentissima Aung San Suu Kyi.

cosa vedere a Yangon

<< Min Min, ma cadono a pezzi! >> abbiamo esclamato osservando i palazzi del quartiere coloniale, definito da lui uno dei più prestigiosi della città. Un tempo pare si trattasse di edifici di altissimo valore. Per quanto mi riguarda, non saranno ricchi e brillanti come prima, ma sono decisamente più affascinanti.
Abbiamo camminato un bel po’ tra stradine che ospitavano ristoranti improvvisati sui marciapiedi con qualche sediolina di plastica coloratissima e rigorosamente cibo molto semplice. No, non avevano neanche le mura e per una come me che ama lo street food equivaleva ad essere in Paradiso.
Mi sono imbattuta nei primi di quelli che sarebbero poi diventati tantissimi “Where are you from?” vivendo un’altra esperienza estremamente local: siamo saliti sul battello che porta da una sponda all’altra del fiume, quella su cui abitano tantissimi lavoratori pendolari. Senza dubbio, questo consiglio di Min Min ci ha permesso di aggiungere un altro tassello al mosaico dei momenti che non dimenticheremo mai. Le persone ci hanno accolti con sorrisi giganti, mani che svolazzavano a destra e sinistra e tante, tantissime domande. I bambini che parlavano inglese ci hanno teso la manina chiedendoci il nome, quelli che non lo parlavano hanno inventato giochi per entrare in contatto con il nostro mondo.
E il petto, ancora una volta, andava in fiamme.

cosa vedere a Yangon

cosa vedere a Yangon

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Poi siamo andati in un altro mercato, il Bogyoke Aung San Market, ma non era uno di quelli tipici e colorati, sembrava creato solo per i turisti.. Aveva addirittura il tetto!
Min Min ci aveva dato appuntamento dopo un’ora nel punto in cui ci aveva lasciati ma quando, dopo dieci minuti di perlustrazione abbiamo deciso di uscire per esplorare i dintorni, lo abbiamo trovato lì ad aspettarci siamo scoppiati a ridere.
<< Sapevo non vi sarebbe piaciuto >>, ha esclamato il nostro nuovo amico che aveva già capito cosa chiedevano i nostri cuori.

E così siamo arrivati al simbolo indiscusso di Yangon: la Pagoda Shwedagon.
Anche qui credo non si possa mai arrivare preparati perchè a prescindere da quante foto tu possa aver visto, quanti video su Youtube tu possa aver divorato, non c’è nulla, nulla in grado di descrivere la maestosità di questo posto. La prima cosa che salta all’occhio -ma perchè si viene letteralmente accecati- è l’oro, colore decisamente predominante dell’intera struttura.
E’ molto emozionante camminare tra gli edifici religiosi e osservare gli innumerevoli fedeli tutti presi dalle loro faccende: c’è chi prega, chi scatta foto, chi accende candele, chi chiacchiera con i monaci. L’atmosfera è surreale ma rilassata, non si avverte quell’austerità spesso presente in altri luoghi sacri.

cosa vedere a Yangon

Per cena, il mio consiglio è quello di dirigersi a Chinatown, sulla 19th Street.
Ho detto mio consiglio perchè a Min Min non va molto giù come zona, dice che ci sono altri posti più interessanti, eppure a me è piaciuta tantissimo. Avevo visto diverse foto di amici viaggiatori, l’atmosfera mi sembrava proprio di quelle che mi mettono allegria e così ho deciso di insistere e di seguire il mio istinto: caro Min Min, questa volta avevo ragione io!
La Chinatown di Yangon non sarà caotica e immensa come quella di Bangkok, ma secondo me è perfetta per trascorrere una serata in compagnia tra bancarelle e ristorantini dai quali uscire solo dopo innumerevoli, economiche birre.
Birre Myanmar, ovviamente!

cosa vedere a Yangon

 

 

About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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23 commenti

  • Sembra di essere stati direttamente lì con voi: tra le stradine, nei mercati e sotto la pagoda! Riesco ad avvertire tutte le belle sensazioni! Non vedo l’ora di leggere altro, altro e altro ancora del Myanmar! 🙂

  • Ero curiosa di sapere le tue impressione di Yangon! Io ammetto che non l’ho amata, come dici bene non offre grandi cose e il caos e il cemento non aiutano, ma sicuramente concordo in ogni singolo dettaglio quando parli di come ti accolgono in Myanmar…
    E sorrido ripensando a quanto riescano ad essere accoglienti. Che Paese splendido!

  • mi sto documentando un pò sul Myanmar perchè spero di riuscire ad andarci in marzo e leggendo quello che hai scritto mi sono commossa…è normale? Circa 15 anni fa sono stata tre settimane in Thailandia e mi è piaciuta tantissimo. Ricordo di essere arrivata al confine con la Birmania ma allora non si poteva passare e siamo rimasti di qua dal ponte… Adesso non vedo l’ora di attraversarlo! L’unico dubbio riguarda il mio compagno di viaggio (e attuale di vita) che ha accettato questa meta solo per farmi contenta. Non è mai stato in oriente e ha grossi problemi di adattamento al cibo (sia di gusto che fisiologici). Riuscirò a godermi il viaggio e a fargli amare anche a lui questo paese? Cosa mi consigli?

    • Ciao Patrizia, innanzitutto grazie per questo commento bellissimo 🙂
      Ho riflettuto parecchio prima di risponderti, provando a darti una risposta oggettiva. Io non faccio testo: mangio praticamente qualunque cosa, ovunque. Lo stesso vale per Diego, il mio fidanzato. Per la prima volta, però, ho avuto problemi con la pancia, nulla di grave.. Ma per via delle troppe spezie ho avuto forti crampi al colon. Questo è il motivo per il quale non è facile risponderti, perchè non so se questo sia dovuto alla cucina birmana o al fatto che abbiamo quasi sempre mangiato per strada o in ristoranti che definirli così significherebbe davvero far loro un complimento gigante. Nelle grandi città ci sono i ristoranti italiani, ma non so come siano. Purtroppo non conoscendo il tuo compagno non so fino a che punto lui sia disposto ad “adattarsi” ad un cibo che è estremamente diverso dal nostro, nonostante comprenda anche piatti di semplice riso con pesce, carne o verdure. Tuttavia il cibo è un elemento fondamentale del viaggio e il fatto di non trovare magari nulla che potrebbe piacergli rovinerebbe sicuramente la vostra esperienza in Myanmar. Il consiglio che ti do è quello di chiedergli apertamente se è disposto a provare nuovi sapori o di andare a cena in un ristornare thai o simile, perchè fino a quando non li proverà non potrà essere sicuro di non amarli 🙂

      • Marika non gli faccio neanche leggere la tua risposta… 🙁 come temevo documentandosi un pò ha capito che non ce la può fare! (ha avuto un intervento 5 anni fa proprio al colon e deve stare molto attento. Inoltre già da prima aveva un rifiuto categorico a determinati cibi, tipo pesce e verdure cotte, e non ci prova neppure ad assaggiare cibi che non conosce…). Sinceramente se devo guastarmi il viaggio, come mi è già capitato in passato con altre persone, preferisco rinunciare anche se molto molto a malincuore! Sto pensando di chiedere a qualche amica più avventurosa se se la sente…magari con un viaggio di gruppo organizzato, non è il massimo ma non vedo alternative. Ne fanno vero? Comunque grazie per le indicazioni datemi. Ciao

  • Sto organizzando il mio viaggio in Birmania.
    Trovo per caso il tuo blog, primo post che vedo “Primi passi in Myanmar: cosa vedere a Yangon”. IL DESTINO MI STA PARLANDO.

    Scorro più giù, DUBAI no grazie, leggo che hai scritto esattamente quello che ho pensato io su DUBAI, ma proprio uguale. Quindi, sei la mia nuova ispirazione per i miei viaggi!

  • Eccoli qui… quei post che solo tu sai scrivere!
    Ma ci credi che tra live e racconti scritti qui mi sono affezionata pure io a Min Min?!
    Basta, non vado a leggere gli altri post altrimenti prenoto un biglietto questa sera 🙂

  • Stavo cercando delle info sul Myanmar che potrebbe essere una delle mie prossime destinazioni e mi sono imbattuta nel tuo blog… e svolazzando da un articolo all’altro ci sono rimasta un sacco di tempo, perchè ho trovato gli articoli molto coinvolgenti oltre che utili!
    E adesso so che prima o poi in Myanmar ci devo andare!

  • Salve Marika, grazie del racconto. Io credo che a breve dovrò trasferirmi con la famiglia per lavoro proprio in Myanmar perciò spero che la città sia un po’ più ‘bella’ di come tutti (purtroppo) dicono.
    Sarei curioso di avere un’idea del costo giornaliero della vostra guida (più auto con autista immagino) e se parla un buon inglese.
    Sarà molto gentile se vorrà condividere con me in privato le coordinate della guida Sig. Min Min al quale mi potrei serenamente rivolgere al mio arrivo per aiutarci per i primi giorni di adattamento.
    Grazie ancora,
    Carlo

  • bellissimi e interessantissimi reportages..grazie!!!
    sto orgnizzando mio viaggio a Myanmar parto il 10 novembre puoi per favore indicarmi l’hotel di Yangon?
    grazie

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