E alla fine arriva il Vietnam: due giorni ad Hanoi

Il Vietnam ce lo saremmo aspettato in tanti modi, ma mai così, soprattutto Hanoi.
E’ come se racchiudesse in sé un lato moderno e, allo stesso tempo, fosse ferma in uno spazio temporale non ben definito.
I palazzi sono decadenti ma hanno le facciate colorate, quasi a voler nascondere sotto un massiccio strato di pittura le finestre totalmente rotte, i balconi pericolanti e i tetti che hanno ormai perso un po’ troppe tegole. Forse ai vietnamiti piace così. O forse non hanno scelta.
Probabilmente non l’hanno mai avuta.

I nostri due giorni ad Hanoi sono stati una sorpresa immensa, ci hanno scaldato il cuore. Eppure se la privassimo della sua gente, degli schiamazzi, dei motorini o -più semplicemente- della vita quotidiana, ne rimarrebbe un quadro triste, decadente, nostalgico. Immobile.

due giorni ad hanoi
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C’è qualcosa nelle capitali che ti porta ad osservare un paese da varie angolazioni, lo scriviamo spesso. Come se volessero svelarti ciò che di bello ha da offrire ma, contemporaneamente, quei difetti che nelle altre località vengono mascherati, veicolati da una perfezione creata appositamente per i turisti.

Invece Hanoi, la perfezione, non sa neanche cosa sia.
Ed è per questo che ci siamo innamorati di lei seduta stante.

Hanoi ha rappresentato la porta di accesso al Vietnam, prima di raggiungere la Baia di Halong.
Hanoi è caos, disordine, tradizione. E’ tanto e tutto e forse a volte è troppo. E’ istinto e passione. Ma più di ogni altra cosa è il cuore del paese, quello che batte per accogliere i turisti pur restando legato alle origini.
La cosa buffa del Vietnam, non è caso, è la sua capacità di cambiare drasticamente da nord a sud.
Vai ad Hanoi e trovi il mercato con le usanze -e le condizioni igieniche- tipiche dei secoli passati, poi vai a Ho Chi Minh e il centro commerciale della tua città improvvisamente ti sembra un minimarket.

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Ho Chi Minh travolge, Hanoi emoziona.
Delle emozioni che solo l’arte sa dare, non quella chiara e argomentata, ma quella che devi interpretare, sentire nel bene e nel male, luce e ombre, quella che devi fare tua.

A prescindere da tutte le attrazioni, il quartiere vecchio è la cosa che più ti ruberà il cuore. Ti ritroverai catapultato in un dedalo di stradine e vicoletti secondari e tutto ciò che potrai fare sarà perderti. Ognuna delle trentasei strade principali è dedicata ad un’arte o un mestiere, quindi non meravigliarti quando noterai decine di negozi di giocattoli o di lapidi nella stessa zona.
Noi, per visitare le più interessanti, abbiamo seguito l’itinerario a piedi della Lonely Planet che si è rivelato molto ben organizzato. E’ stato bello fare il percorso dopo il tramonto, perché il mercato locale stava chiudendo e abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con i venditori intenti a pulire o a preparare la merce per il giorno successivo.

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Proprio nella parte vecchia di Hanoi si trova anche il night market, un agglomerato di bancarelle che mettono in bella mostra vestiti e street food. Gran parte dell’abbigliamento è falso e ha carattere occidentale, ma merita comunque una visita. E’ aperto dal venerdì alla domenica, dalle sei del pomeriggio in poi.

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Ad una delle estremità del night market si trova il Lago Hoan Kiem che oltre a vantare una storia molto bella è anche un luogo che rimette in pace col mondo, soprattutto dopo qualche ora trascorsa tra i vicoli del quartiere antico. E’ bello osservare le famiglie che passeggiano, le comitive, i bimbi che giocano. E’ una finestra sulla cosa più bella che si può captare durante un viaggio: la quotidianità.
Proprio al centro del lago si trova, inoltre, il tempio Ngoc Son.

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Noi non siamo amanti dei musei e sebbene la capitale ne conservi di numerosi e validi, sui quali ti consigliamo comunque di informarti, una delle cose che ci ha stupiti maggiormente dei nostri due giorni ad Hanoi è stata la nightlife: al calar del sole alcuni vicoli si riempiono di persone pronte a mangiare o a sorgeggiare un drink seduti ai tipici, bassissimi tavoli in plastica. Molti di questi tavoli, incredibile ma vero, sono piazzati in mezzo alla strada a caso e tutto ciò che ordini dal menu viene preparato nelle case accanto.
Ti consigliamo di fare un giro a Ta Hien, in assoluto la nostra strada preferita per la cena o il dopocena.

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Dove abbiamo mangiato durante i nostri due giorni ad Hanoi?

Il segreto, come ripetiamo spesso, è chiedere un consiglio alla gente del posto e anche in Vietnam questa tecnica non ci ha delusi.
Puoi gustare un ottimo hotpot in un locale spartanissimo chiamato Cari Truong e situato a Ta Hien, numero 2b.
In questo posto ci è successa una cosa buffissima e vogliamo raccontartela.

Quasi tutti i localini usano abusivamente la strada per riempirla di tavolini e sedie ma in realtà non hanno le autorizzazioni, quindi quando passa la polizia lanciano un passaparola che si diffonde velocemente e tutti i camerieri afferrano letteralmente i tavoli -si, anche quello sul quale stai mangiando- e li piazzano negli spazi interni, che di solito però sono minuscoli e non riescono a contenere tutto. Immagina la nostra faccia quando il cameriere ci ha sfilato il tavolo da sotto agli occhi e ci ha spinti verso gabbelli e sedioline ammucchiatissime.
Una volta passata la polizia,però, tutto torna alla normalità.

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Al 38 di Ma May (altra strada super consigliata!) troverai un localino ancora più spartano del precedente con un solo tavolo sulla strada e pochissimi posti.
Dovrebbe chiamarsi Duc Hanh, ma non ne siamo sicuri. In ogni caso ha l’insegna nera, bianca e gialla e si trova immediatamente a sinistra di una spa chiamata Lotus Spa, che ti stra-consigliamo!

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About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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