Viaggio in Iran fai da te: lì dove abbiamo lasciato il cuore

Non credo che sarò mai pronta realmente. Non so neanche da dove iniziare.
Per parlare del nostro viaggio in Iran fai da te, intendo.
Però ci provo, eh.
Quindi partiamo dal principio, partiamo da qui: “C’era una volta un sogno nel cassetto”.

Viaggio in Iran fai da te

E’ stato qualcosa di così totalizzante, indimenticabile e magico da non poter sicuramente avere una collocazione in questo inerme insieme di tasti e spazi e punteggiatura.
Abbiamo salutato Tehran con gioia quando siamo arrivati, le abbiamo detto arrivederci con le lacrime agli occhi quando siamo andati via.
Nel mezzo, beh, nel mezzo c’è stato uno dei viaggi più belli della nostra vita, a contatto con quello che resterà per sempre il popolo più accogliente e generoso dell’intero universo.
L’antica Persia, la culla della civiltà, una cultura che è stata in grado di influenzare tutte quelle che ci circondano.

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Siamo partiti solo con qualche idea e qualche prenotazione in tasca, alcune delle quali annullate grazie alla straordinaria ospitalità degli iraniani, per i quali sarebbe stato impensabile non aprire le porte delle proprie case, farci spazio nelle loro abitazioni e, di conseguenza, nella loro vita. Tutto questo per il semplice, superato, martoriato piacere della condivisione.
Grazie Iran, perché avevamo delle aspettative altissime.
Grazie per averci dimostrato che non eravamo neanche lontanamente vicini a ciò che realmente sei.

L’itinerario

C’erano delle mete che eravamo sicuri di voler toccare, ma non avevamo un programma preciso, solo la prenotazione per le prime notti. Abbiamo stabilito quasi sempre come muoverci il giorno prima per il giorno dopo, lasciandoci trasportare dagli eventi. E’ una scelta che, sapevamo, da un lato ci avrebbe permesso di godere di una maggiore flessibilità, dall’altro ci avrebbe limitati nella scelta degli alloggi perché quelli più belli e caratteristici, ovviamente, richiedono una prenotazione anticipata. E’ una decisione totalmente soggettiva e dipende anche dal tempo che si ha a disposizione.
L’itinerario definitivo del nostro viaggio in Iran fai da te è stato questo:

Primo giorno: Roma/Tehran (o Teheran) con scalo a Istanbul. Arrivo in tarda serata. Notte a Tehran.
Secondo giorno: visita di Tehran. Notte a Tehran.
Terzo giorno: Tehran – Kashan con driver. Notte a Kashan.
Quarto giorno: Kashan – Yazd in treno (prenotato con qualche giorno di anticipo tramite https://www.iranrail.net/). Notte a Yazd.
Quinto giorno: Yazd e dintorni. Notte a Yazd.
Sesto giorno: Yazd – Shiraz con driver e tappa a Pasargade, Necropolis e Persepolis. Notte a Shiraz.
Settimo giorno: visita di Shiraz. Notte a Shiraz.
Ottavo giorno: Shiraz – Varzaneh con driver. Notte a Varzaneh.
Nono giorno: Varzaneh – Isfahan con driver. Notte a Isfahan.
Decimo giorno: visita di Isfahan. Notte a Isfahan.
Undicesimo giorno: Isfahan – Tehran. Notte a Tehran nei pressi dell’aeroporto.
Dodicesimo giorno: partenza per Roma via Istanbul.

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La sicurezza

La domanda posta praticamente da tutti coloro ai quali avevamo annunciato la partenza per l’Iran è stata: “Ma siete pazzi?”.
Ora, per farla breve, mettiamola cosi: prendi l’idea che hai dell’Iran.
E ribaltala.
Ecco, ora sai più o meno com’è la realtà.

Questo non vuol dire che non si debbano adottare le solite misure di sicurezza che adotteresti anche a casa, ma l’Iran è senza dubbio il paese nel quale ci siamo sentiti più protetti e al sicuro.
E’ una terra tranquilla, dolce, calma, ma purtroppo attraverso i media passa solo l’ideologia del più forte e, inevitabilmente, quella che arriva in Occidente è un’immagine distorta che non ha nulla a che fare con ciò che abbiamo toccato con le nostre mani, ammirato con i nostri occhi.
Si potrebbe aprire un intero capitolo a riguardo, ma ciò che non dovrai mai dimenticare, in nessun luogo del mondo, è che governo e popolo sono due entità distinte e che il secondo non può essere colpevole per le scelte, le imposizioni e le leggi del primo.

Se la tua paura riguarda la sicurezza, tutto ciò che posso dirti è: parti.
Vai e innamorati.

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Le prenotazioni

Il motivo per il quale un viaggio in Iran fai dai te non è un’opzione adatta a chiunque, sta nella difficoltà relativa alle prenotazioni. I principali portali sono infatti bloccati (noterai che ti diranno che non c’è mai disponibilità) e la procedura è decisamente più lunga, bisogna infatti individuare l’hotel, mandare la mail per richiedere una camera e il relativo prezzo, attendere la conferma e prenotare. A volte le strutture chiedono anche di mandare una seconda mail qualche giorno prima per ribadire la conferma.
Insomma, se non sei abituato ad organizzare da solo i tuoi viaggi, o semplicemente se non hai voglia o tempo a disposizione, la cosa migliore da fare è affidarsi ad un’agenzia sia per gli alloggi che per i trasporti. Noi ti consigliamo Tap Persia.
Un valido aiuto per quanto riguarda spostamenti e prenotazioni è dato anche dagli alloggi.

Internet

Ma, a proposito di Facebook, sai che anche lui è illegale? Così come Youtube e Twitter, ma lo usano tutti, politici compresi.
Come? Basta scaricare un VPN (quando si è ancora in Italia) e geolocalizzarsi altrove. Noi ci siamo trovati benissimo con l’app ExpressVPN.

Per tutta la durata del nostro viaggio in Iran fai da te abbiamo usufruito sia della sim card locale acquistata in aeroporto che di un wifi mobile fornitoci da Mah Card (potete ordinarlo online o tramite la loro pagina facebook prima di partire). La copertura in Iran, a parte in alcune zone, è ottima e solitamente le strutture ormai hanno quasi sempre il wifi.

Di grande aiuto per consigli di qualunque tipo è il gruppo facebook “See You In Iran“, dove troverai tantissimi iraniani pronti ad aiutarti e a darti suggerimenti. E’ lì che noi, ad esempio, siamo entrati in contatto con i nostri driver (diversi per ogni tappa).

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Soldi e cambio

In Iran esistono due monete, una vecchia e una nuova: toman e rial. Probabilmente tu non maneggerai mai i toman ma, quando ti comunicheranno un prezzo, chiedi sempre di quale moneta si tratta. Se sono i toman, ti basterà aggiungere uno zero per pagare in rial.
Un toman = Dieci rial.

Partiamo anche da un presupposto: in Iran le nostre carte di credito non funzionano. Nessuna e in nessun luogo (forse solo da qualche venditore di tappeti).
E’ necessario quindi prelevare prima, in Italia. Se non vuoi girare con tanti contanti dietro, la soluzione migliore è ordinare una Tourist Card (puoi farlo sempre tramite Mah Card) che funziona come una sorta di bancomat e con la quale puoi pagare praticamente tutto.

Un addetto è venuto presso il nostro hotel di Tehran e ha caricato sulla carta i contanti che gli abbiamo dato, seguendo il cambio del giorno. Se non li utilizzerai tutti, ti verranno restituiti a fine viaggio tenendo, anche in questo caso, in considerazione il cambio odierno.

Ma, anche per quanto riguarda i cambi, ne esistono due.
Quello ufficiale viene utilizzato pochissimo, praticamente quasi solo dalle banche ed è anche quello che trovi su Google.
Quello a cui tutti fanno riferimento è il non ufficiale. La differenza è abissale, ma attenzione ad eventuali banconote false. Pensa, al momento del nostro viaggio, in aeroporto 1 euro con il cambio ufficiale equivaleva a 47.000 rial, con quello non ufficiale ne valeva 155.000.
Sarà una delle prime cose che gli iraniani ti diranno (o magari chiedi in giro) ed è facilissimo utilizzare il cambio più favorevole. Per controllare in tempo reale quello non ufficiale, il sito a cui fare riferimento è https://www.bonbast.com/.

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I costi del nostro viaggio in Iran fai da te

L’Iran è, in assoluto, il paese più economico visitato fino a questo momento, tanto da fare concorrenza all’India. Il volo, prenotandolo in anticipo, si trova anche intorno ai 200 euro e per darti un’idea dei costi in loco, ecco qualche esempio (abbiamo tenuto in considerazione il cambio non ufficiale):

Panino enorme con falafel: 30 centesimi
Pasto in un ristorante: da 1,50 a 6 euro a testa
Escursione nei dintorni di Yazd (driver tutto il giorno): 27 euro
Driver da Yazd a Shiraz con tappe (8 ore totali): 50 euro
Driver da Isfahan a Tehran (5 ore): 30 euro
Alloggi: dipende dalla tipologia. Si va dagli economicissimi ostelli agli hotel lussuosi. In media, per una bella stanza con bagno privato e colazione inclusa, in strutture di diverso livello, abbiamo speso tra gli 8 e i 25 euro a testa. Per gli hotel più lussuosi e tradizionali il prezzo aumenta, ma l’esperienza è ovviamente più caratteristica.
Moschee: il costo medio di entrata è di 1,20-1,40 euro. Alcune, invece, sono gratuite.

I prezzi per gli spostamenti si intendono per macchina (non a persona) e con driver o taxi driver ufficiali. Non si tratta però di guide, quindi.
L’Iran ha anche una comoda rete di bus (anche notturni) dai prezzi decisamente ottimi.

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Clima

Il periodo ideale è quello che va da metà marzo a maggio e da settembre a novembre.

Evita il Nowruz, ovvero il capodanno iraniano, a fine marzo. Dato che anche gli iraniani sono in vacanza, potrebbe essere molto affollato.

Abbigliamento

Fare la valigia per il nostro viaggio in Iran fai da te è stato difficilissimo, qualsiasi cosa prendessi mi sembrava non andasse bene, non fosse idonea. In realtà basta coprire gambe e braccia e non evidenziare le forme quindi, se sei una donna, ti consiglio di optare per qualcosa di largo su fianchi e sedere. Io mi sono trovata benissimo indossando i vestitini estivi sopra ai jeans o ai leggings.
Nessun problema nel portare sandali o scarpe aperte.

Dovrai indossare sempre l’hijab, ovvero il velo, per coprire testa e collo. Spesso, quando lo mostravo su instagram, mi veniva chiesto se fosse una mia scelta. No, è una legge.
Sicuramente avrai modo di confrontarti  su questo argomento con le ragazze iraniane, molte delle quali stanno avanzando da tempo diverse proteste pacifiche. Ti consiglio, se vuoi approfondire, di leggere le notizie riguardanti il White Wednesday.
In alcune moschee viene richiesto di indossare lo chador, una sorta di “mantello” che copre completamente la figura. Solitamente, o almeno nei luoghi visitati da noi, viene prestato gratuitamente.

Se sei un uomo sarà molto più facile e potrai vestirti come vuoi. E’ molto comune indossare le t-shirt, mentre non ho visto pantaloni corti o canotte senza maniche.

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Il visto

I cittadini italiani possono richiedere il visto al consolato prima di partire o all’arrivo in aeroporto (in questo caso però non c’è l’assoluta certezza che il visto verrà effettivamente rilasciato e la fila ai controlli è ovviamente più lunga).
Noi abbiamo invece richiesto in anticipo un comodissimo “codice di autorizzazione” tramite Tap Persia per evitare di andare di persona in ambasciata e abbiamo impiegato tre giorni in tutto senza muoverci di casa. Con il codice di autorizzazione si può direttamente ritirare il visto in un’ambasciata, un consolato o in un aeroporto internazionale all’arrivo in Iran. Noi, una volta arrivati all’aeroporto di Tehran, siamo andati nell’ufficio apposito (proprio prima dei controlli), dove abbiamo semplicemente mostrato il codice ed effettuato il pagamento.

Porta con te anche due fototessere, la prenotazione per la prima notte in Iran e l’assicurazione sanitaria che, eventualmente, puoi però acquistare anche al momento.

Il visto dura 30 giorni (ingresso singolo) e costa 75€ da pagare all’arrivo (nel nostro caso si sono aggiunti i 20€ pagati all’agenzia per il codice di autorizzazione).
Se non si opta per la richiesta in ambasciata, non viene applicato nessun timbro sul passaporto e per andare successivamente negli Stati Uniti ti basterà fare richiesta per un visto di tipo B.

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Curiosità varie

  • Nonostante l’alcool sia illegale (non lo troverai in nessun bar/hotel/ristorante), sono tantissimi i problemi legati ad esso. Questo perché, in realtà, non è difficile reperirlo ma spesso si tratta di alcool fatto in casa, di dubbio gusto e di dubbia qualità.
  • L’Iran è il paese con il più alto tasso di operazioni di chirurgia estetica al naso. La rinoplastica indica uno status sociale, vedrai tantissime persone portare con fierezza delle bende bianche (che non sempre sono reali a quanto pare).
  • L’Iran è un paese pulito. 
  • Nelle case degli iraniani si entra scalzi e si mangia sul tappeto.
  • Quando abbiamo chiesto ai nostri amici come fosse possibile non trovare scomodo il bagno alla turca, ci hanno risposto: “Come fate voi a non trovare antigienica una tavoletta sulla quale si poggiano anche altre persone?”.
  • Al giorno d’oggi, comunque, hanno quasi tutti entrambe le soluzioni. Gli hotel hanno praticamente solo il nostro water occidentale.
  • Un insegnante guadagna circa 300$ al mese.
  • Probabilmente ti imbatterai nel taarof, l’emblema dell’educazione iraniana. Potrebbe capitarti di trovarti di fronte a qualcuno che non vuole farti pagare per il proprio prodotto o servizio. Ecco, questo è il ballo del taarof. Tu insisti fino a quando non te lo lascerà fare. Per la cultura iraniana è buona norma offrire qualcosa, ma sarebbe maleducato non pagare, quindi unisciti al ballo e insisti fino allo sfinimento. Se, dopo tanti tentativi, vedrai che il tuo interlocutore non molla, vuol dire che vuole davvero offrire lui.
  • E’ capitato molto raramente che qualcuno accettasse la mancia.
  • Gli iraniani, in generale, sono molto gentili, rispettosi ed educati.

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Il cuore dell’Iran

Dulcis in fundo. La nostra ciliegina sulla torta.
L’antica Persia è un luogo talmente bello, ma talmente bello, da lasciare chiunque a bocca aperta. C’è una varietà di paesaggi e situazioni incredibili, dalle moschee perfettamente decorate alle dune del deserto, dai ristoranti di lusso allo street-food, dal golfo alle piste sciistiche.

I ricordi più dolci che abbiamo riportato in Italia dal nostro viaggio in Iran fai da te sono, però, quelli relativi al tempo trascorso in compagnia della gente del posto. Cene, risate, tè e poi di nuovo, tutto daccapo.

Centinaia di persone che ci hanno fermati per strada o contattati tramite Instagram o Facebook e che non hanno esitato un attimo prima di invitarci a cena o, chi poteva, a dormire nelle loro case.

Non possiamo ovviamente consigliarti di fidarti ad occhi chiusi di tutti, è una cosa che va molto a sensazioni e dipende dalle situazioni. Noi, in ogni caso, preferiamo sempre incontrare i nostri nuovi amici per una cena o un pranzo, prima.
Il couchsurfing è illegale ma diffusissimo. Pensa, l’Iran è uno dei territori con la maggiore concentrazione di host. Controlla sempre le referenze, come in ogni parte del globo.

Nottate intere a parlare dei rispettivi universi, delle diversità, delle cose in comune e di quelle agli antipodi. Sentirsi estremamente vicini con bagagli apparentemente così lontani.
Un continuo contrasto tra il legame con la cultura di appartenenza e la voglia di aprirsi al nuovo.
Immagina cosa rappresenti il turista in un luogo nel quale non solo l’ospitalità è qualcosa di sacro, ma dal quale difficilmente si può uscire.
E’ praticamente una miniera di informazioni, una finestra su un mondo nel quale, grazie a popoli come quello iraniano, io continuo ancora a credere.

Ed è a loro che dedichiamo questo articolo, con la speranza che anche i nostri lettori possano toccare con mano le stesse emozioni che abbiamo sperimentato noi, sulla nostra pelle.
Lo dedichiamo a tutti gli iraniani che ci hanno fermati per strada per chiederci da dove venissimo o per dirci semplicemente “Welcome to Iran”, a tutti quelli che si sono mortificati quando, con un po’ di imbarazzo, abbiamo confessato che l’immagine del loro paese che arriva dalle nostre parti è totalmente distorta.
Lo dedichiamo a Zizi, Ibrahim, Niloofar, Moein, Maria, Hadi e scusate ragazzi, ma siete troppi per nominarvi uno ad uno.

Lo dedichiamo al signore di Shiraz che ha diviso la colazione con noi, ospitandoci nel suo negozio di tappeti senza provare neanche per un secondo a venderceli. Lui, come tanti altri.
A quello di Kashan, che ci ha riempiti di tè nel retrobottega per poi mostrarci il tramonto dal suo terrazzo, dove abbiamo incontrato due ragazzi del Kurdistan che volevano ci fermassi a mangiare con loro.
Alle persone che hanno fatto spazio nelle loro case per noi, con le quali abbiamo condiviso tempo ed esperienze.
Al professore di inglese che ci ha fermati nel bazaar di Isfahan per dirci “Ciao, so che è una richiesta strana, ma vi andrebbe di unirvi alla mia classe per un tè, in modo da permettere loro di praticare l’inglese?”.
A quella stessa classe che, la sera dopo, ci ha invitati a cena.
Ai fornai che ci hanno regalato il pane più di una volta.
Ai passanti che, nel vederci alle prese con mappe e nomi strani, si fermavano immediatamente per indicarci la giusta direzione.
Al driver che non spiccicava una parola in inglese ma che ad un certo punto ha accostato l’auto improvvisamente per comprarci due gelati allo zafferano. Così, senza che noi chiedessimo nulla.
A tutti i tè che ci sono stati offerti. Da chiunque, ovunque, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

E lo dedichiamo a te che stai leggendo, perché ti auguriamo con tutto il cuore che tu possa innamorarti di questo paese e che, a sua volta, questo paese riesca a farti sentire esattamente al posto giusto, nel momento giusto.
Diego una volta, camminando tra le strade di non so quale tappa, ha detto “Mi sento a casa”.
Ecco.
Questo, proprio questo, è ciò che noi ti auguriamo.

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About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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