Due giorni a Kuala Lumpur: pensieri, consigli e video

Nella capitale malese siamo approdati direttamente dall’India e questo è un aspetto da non sottovalutare, perché ritrovarsi faccia a faccia con grattacieli, strade prive di mucche e comfort in ogni dove ha fatto un certo effetto.
I nostri due giorni a Kuala Lumpur sono inoltre arrivati esattamente al momento giusto, proprio quando l’India stava iniziando a pesare e tutto ciò che ci serviva era poter tirare un sospiro di sollievo dopo due settimane intense, magiche.

Così mi sono seduta comodamente sul taxi e ho iniziato ad osservare lo scorrere della vita oltre il finestrino.
Poco dopo però mi sono addormentata, perché per raggiungere il centro dall’aeroporto occorre un’ora buona in mezzo al traffico e per la prima volta dopo sedici giorni -ormai abitata allo strombazzare estremo dei clacson- il silenzio in tangenziale mi sembrava estremamente assordante.
Quando ho aperto gli occhi un sorriso enorme mi è spuntato sul viso: di fronte a me avevo le Petronas Towers in tutta la loro bellezza.

due giorni a Kuala Lumpur

Kuala Lumpur mi ha ricordato tantissimo Singapore, nonostante mi sia sembrata meno sfarzosa. Singapore, città che mi ha stupita tantissimo in positivo, pullula quasi ovunque di grandi marchi, centri commerciali che sembrano ricorperti d’oro (o forse lo sono davvero?), ristoranti gourmet.
Ecco, a Kuala Lumpur queste cose di certo non mancano, ma è più facile notare anche tutto il resto.

Due giorni a Kuala Lumpur: cosa fare?

Salire sulle Petronas Twin Towers

Le Petronas sono il simbolo indiscusso della città.
La salita deve essere prenotata acquistando i biglietti sul sito ufficiale (http://www.petronastwintowers.com.my/tickets) e ricordati di farlo con largo anticipo se sei interessato agli orari più gettonati, come ad esempio il tramonto.
Il giro si fa in gruppi, accompagnati da una guida e si effettua una prima sosta sullo skybridge e una seconda sullo skydeck.
Non lasciarti scappare l’emozione di fotografarle da fuori di sera, quando indossano il loro vestito migliore.

All’interno delle torri c’è inoltre un centro commerciale enorme con tutti i negozi possibili e immaginabili, se ami lo shopping ne rimarrai entusiasta.

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Trascorrere una serata a Bukit Bintang

Per raggiungere questa zona dalle Petronas Towers puoi avvalerti del Pedestrian Walkway, un tunnel sopraelevato lungo poco più di un km pensato appositamente per i pedoni.
Bukit Bintang è un po’ la Times Square di Kuala Lumpur, quella piena di luci al neon, localini e persone. E i suoi ristoranti con cucine provenienti da ogni parte del mondo sono il riassunto perfetto di una città molto cosmopolita.

Cenare a Jalan Alor

Jalan Alor è una via situata proprio a Bukit Bintang ed è il paradiso dello street food. Non sto parlando di quello tipico del Sud Est Asiatico, dove prendi le cose al volo e le mangi seduto sul marciapiede. Questa è una situazione un po’ diversa ma che mi ha colpito molto: su entrambi i lati della strada ci sono ristorantini modesti che servono piatti locali e internazionali su tavoli di plastica. La zona è sempre molto affollata e i prezzi sono ovviamente più bassi della media di Kuala Lumpur.

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..E cenare al buio!

Sempre a Bukit Bintang si trova Dining in the Dark, uno dei ristoranti nei quali si cena totalmente al buio. Era una cosa che noi volevamo provare da tempo quindi, dopo una dovuta prenotazione, ci siamo buttati in quest’incredibile esperienza totalmente nuova.

Ecco, mai mi sarei aspettata che fosse così tanto.. buio. E’ talmente buio da non riuscire a vedere la tua mano se la sventoli di fronte agli occhi.
Ma come funziona?
Prima di andare nella sala apposita, vieni sottoposto a dei giochetti per testare le tue abilità sensoriali. Dopo sarai accompagnato da un cameriere non vedente al tuo tavolo e lui sarà il tuo punto di riferimento per tutta la durata della cena, che nel nostro caso è stata circa di un’ora e mezza.

Ammetto che inizialmente mi è venuto un po’ il panico all’idea di trovarmi in un luogo senza alcun punto di riferimento e seduta ad un tavolo senza sapere come ci fossi arrivata. Se sei claustrofobico ti sconsiglio di andarci, se lo sei solo un pochino stai pur certo che non sarà un’esperienza rilassante, ma è un’esperienza da vivere.

Il tuo cameriere ti spiegherà le cose basilari e inizierà con le portate.
Ci siamo divertiti ad indovinare cosa avessimo nel piatto, rendendoci conto di come l’annullamento di un senso renda gli altri molto più forti.
Il menu non era asiatico ma internazionale e fatto di ingredienti tendenzialmente adatti a tutti i palati.

Una volta usciti, ci è stato dato un foglio sul quale scrivere cosa -secondo noi- avevamo appena mangiato e, poco dopo, ci è stato consegnato il menu effettivo.
Un’esperienza semplicemente incredibile.

Visitare Chinatown

Sebbene non sia una delle Chinatown più affascinanti del mondo, a mio parere merita senza dubbio una visita.
E’ più che altro un mercato pieno di cianfrusaglie e vestiti a basso prezzo, ma è l’ideale se siete pronti a fare incetta di souvenir.

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Visitare i dintorni di Kuala Lumpur

Ammetto di aver preferito, questa volta, il relax alle visite nei dintorni, tuttavia se hai abbastanza tempo puoi organizzare una gita alle Batu Caves, tra le attrazioni più conosciute della Malesia.
Distano poco dalla città e ti basterà chiedere aiuto al tuo hotel o cercare qualche info sul web.

Informazioni Utili

  • Durante i nostri due giorni a Kuala Lumpur abbiamo usato spesso la metropolitana sopraelevata, è molto comoda per raggiungere Chinatown dal centro, ad esempio.
  • Per l’alloggio abbiamo scelto il Fraser Residence, una struttura meravigliosa situata a dieci minuti a piedi dalle Petronas.
  • Dall’aeroporto al centro puoi prendere il taxi acquistando il biglietto presso il baracchino apposito. E’ comodo perché non si rischiano fregature dal momento che paghi direttamente lì dopo aver indicato il tuo hotel, il numero delle persone e dei bagagli.

Ti lascio con un video che racchiude la nostra esperienza a Kuala Lumpur, se non riesci a visualizzarlo puoi cliccare su questo link.
Il video è stato girato con due GoPro HERO 4 Silver una Gopro HERO 4 Black. I supporti utilizzati sono stati 3-way e Head Strap.

About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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