Come organizzare un safari nel Kruger National Park

Un viaggio in Sudafrica non può dirsi completo senza un safari nel Kruger National Park, una delle riserve più famose al mondo e, senza dubbio, un’esperienza che ricorderemo per tutta la vita.
Ma come si organizza?
Partiamo dal principio.

Safari nel Kruger National Park

Dov’è situato

Ci troviamo al confine con il Mozambico, in un’area al nord del Sudafrica che si estende per oltre 20000 Km2.
E’ una zona immensa, popolata da innumerevoli specie animali, tra le quali i famosi Big 5: leone, bufalo, elefante, rinoceronte e leopardo.

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Parco principale, riserve private, aree in concessione

Facciamo chiarezza.
Si può scegliere tra diverse soluzioni sia per quanto riguarda l’alloggio che per quanto riguarda i game drive (le “uscite” per fare gli avvistamenti).

Parco principale

All’interno del main Kruger National Park sorgono dei rest camp statali situati in posizioni strategiche. Sono spartani, ma hanno al loro interno un market ed un supermercato. Alcuni hanno anche la piscina.
Le sistemazioni sono di vario genere, noi abbiamo optato per i bungalow con cucina.
Nonostante vengano organizzate alcune uscite guidate, questa soluzione è adatta solo per coloro che scelgono di fare un safari nel Kruger in self-drive, quindi con un mezzo privato.
Vanno prenotati con largo anticipo tramite il sito ufficiale.

Oltre ai camp è presente un ridotto numero di lodge a gestione privata, decisamente più lussuosi. In questo caso i game drive sono guidati ed inclusi nel prezzo.

Riserve private

Si tratta di aree private, chiuse ed autonome.
La possibilità di avvistare gli animali è molto più alta dal momento che i rangers conoscono più o meno la loro posizione.
Qual è il “contro”?
La quantità di animali, però, è nettamente inferiore. E’ praticamente impossibile, per ovvi motivi, imbattersi in mandrie infinite di bufali o enormi famiglie di elefanti.
Trattandosi di aree vaste ma comunque limitate, il contesto può risultare artificioso. Questo è il motivo per il quale noi non abbiamo dormito all’interno di una riserva privata, ma rimane una scelta ovviamente molto soggettiva.

Aree in concessione

Sono aree private ma che fanno parte a tutti gli effetti del Kruger Park, cioè non sono presenti recinzioni volte a bloccare il passaggio degli animali fra la parte pubblica del parco e l’area in questione.
Essendo comunque private, l’accesso è riservato a chi risiede nei lodge interni.

In tutti i casi quando si opta per un lodge, solitamente nel prezzo sono compresi due game drive guidati al giorno (alba e tramonto) e la pensione completa.

Dormire fuori dal Kruger

C’è la possibilità di soggiornare in strutture situate immediatamente al di fuori dei gate di accesso al parco. Il vantaggio è sicuramente economico, lo svantaggio è che… beh, non sei nel Kruger.
Inoltre chi dorme nei camp all’interno del parco ha la possibilità di iniziare prima i game drive.
Durante quelli fatti al tramonto, è necessario rientrare prima della chiusura dei cancelli, uguali per tutti i rest camp. Così come, soggiornando fuori, è necessario lasciare il parco prima di quell’ora.
Come dimenticare le sveglie alle 4 di notte…

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Safari nel Kruger in self-drive

Uno dei motivi che ci hanno spinti ad innamorarci perdutamente dei nostri giorni trascorsi nel Kruger National Park è la possibilità di fare i game drive con la propria auto a noleggio.
Vedere le giraffe tagliarci la strada, attendere immobili che una famiglia di elefanti nel bel mezzo della carreggiata finisse di mangiare per proseguire il percorso, accostarsi sul ciglio per ammirare i leoni giocare, ecco, queste sono emozioni che difficilmente possono essere tradotte a parole.
Noi siamo atterrati a Hoedspruit da Cape Town, ma l’aeroporto cambia a seconda della zona del parco che sceglierai di esplorare.
Trattandosi di aeroporti molto piccoli, probabilmente non troverai i classici banchetti delle compagnie di autonoleggio, ma degli incaricati che ti aspetteranno all’uscita per farti firmare i moduli e consegnarti la macchina. E’ importante, quindi, prenotare in anticipo. Non è necessario un 4×4, le strade sono solitamente in buone condizioni e non sono ammessi fuoripista.

Il safari nel Kruger in self-drive è sicuro, ma bisogna seguire delle regole.
E’ ad esempio vietato scendere dalla propria auto, se non in alcuni punti indicati.
Gli animali hanno sempre, sempre, sempre la precedenza e non è ovviamente possibile dar loro da mangiare. Bisogna essere discreti e silenziosi, evitando di disturbarli. Non dimentichiamo che si tratta di animali liberi e noi siamo gli spettatori di quella che è la loro vita reale.
I limiti di velocità sono bassissimi, ma dopotutto andando veloce sarebbe impossibile fare avvistamenti.

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Pro del safari self-drive

Tutti.
L’indipendenza, l’emozione di dividere lo spazio con animali meravigliosi, la possibilità di scegliere quale percorso seguire e potremmo continuare all’infinito.
Consiglio: fermati ogni volta che vedrai un’auto sostare sul ciglio della strada e chiedi ai passeggeri cosa hanno avvistato. A tua volta, però, informa le altre auto di eventuali avvistamenti. Andando pianissimo risulta piuttosto facile fermarsi a vicenda, abbassare un attimo il finestrino e ripartire alla carica.
Uno degli aspetti più belli del self-drive è senza dubbio l’enorme aiuto che ci si regala tra viaggiatori.
Inoltre in ogni shop o rest camp c’è la sightings board, una lavagna sulla quale vengono indicati da ognuno gli avvistamenti fatti.

Dovresti, inoltre, scaricare assolutamente un’app chiamata Latest Sightings che, sfruttando la geolocalizzazione, ti informerà in tempo reale di avvistamenti fatti intorno al luogo in cui ti trovi. Ci sono anche foto e dettagli sul livello di visibilità.

Contro del safari self-drive

Non avendo un occhio esperto è difficile individuare le specie più schive e a volte si passa ore ed ore senza vedere nulla di “importante”.
Noi però ci siamo imbattuti ogni giorno in decine di elefanti, giraffe, zebre, iene, kudu, bufali, uccelli, coccodrilli, struzzi, facoceri e chi più ne ha più ne metta, è davvero impossibile citarli tutti.
Ognuno di loro ci tagliava letteralmente la strada oppure sostava ai margini, a due passi dalla nostra auto. In due giorni abbiamo avvistato anche diversi leoni giocare e prendersi cura dei cuccioli, così come gli ippopotami tuffarsi in acqua.
L’unico big 5 che ci è scappato più volte da sotto il naso è stato il leopardo.
Ma prima o poi ci incontreremo.

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Il nostro percorso durante il safari nel Kruger

Primo giorno

Arrivo a Hoedspruit, ritiro dell’auto e partenza verso il Kruger National Park. Siamo entrati dal gate “Orpen” e abbiamo dormito nel Satara Camp.
Consiglio: fermati nel primo shop che incontrerai dopo il tuo accesso al parco e acquista un libricino che si chiama “Kruger Park: Map & Guide”. Al suo interno troverai le mappe divise per zona con tutti i percorsi, i tempi di percorrenza, le deviazioni, le pozze d’acqua (solitamente qui gli avvistamenti sono agevolati) e i camps. Inoltre c’è una sezione dedicata all’intera fauna presente ed è fantastico, ad ogni avvistamento, spuntare la casella relativa all’animale in questione.
Game drive al tramonto, cena e notte al Satara Camp.

Secondo giorno

Sveglia alle 4, game drive all’alba, colazione e riposo. Spostamento all’interno del parco verso l’Oliphants Camp. Game drive al tramonto, cena e notte all’Oliphants Camp.
Considera che, nonostante l’alba e il tramonto siano i momenti di maggiore attività per gli animali e quindi quelli più indicati per i game drive, anche durante il percorso da un campo all’altro avrai modo di fare ottimi avvistamenti.
Occhi sempre aperti.
Sempre.

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Terzo giorno

Sveglia alle 4, game drive all’alba, colazione e spostamento verso la Riserva Privata di Balule, un’area in concessione. Sistemazione presso il Greenfire Lodge, un meraviglioso alloggio situato nel bel mezzo del nulla, con piscina rilassante e poche camere immense e circondate da vetrate.
Game drive guidato al tramonto, cena e pernottamento.

Premessa: ci saremmo dovuti fermare per due notti, ma ne abbiamo cancellata una dal momento che Balule stava attraversando un momento di forte siccità e gli avvistamenti risultavano davvero difficili.
Inoltre dove c’è acqua c’è vita e, se mancano le pozze, gli animali vanno altrove per cercarle.
Tuttavia nella riserva noi abbiamo incontrato un altro big 5: il rinoceronte. E’ ormai davvero difficile vederli, a causa del bracconaggio spietato.
Infatti sulle sighting board è vietato annotare gli avvistamenti relativi a questa specie.

Quarto giorno

Game drive guidato all’alba, colazione e ritorno verso il main Kruger National Park. Essendo stato un cambio di programma dell’ultimo minuto, i camps erano pieni e quindi abbiamo dormito alle porte del gate Phalaborwa in un alloggio molto carino, La Lechere Guest House.
Si può optare per l’accesso giornaliero al parco (circa 19 euro a testa) e noi, grazie ad esso, abbiamo fatto anche il game drive al tramonto.

Quinto giorno

Spostamento in auto verso Johannesburg.

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Periodo migliore per un safari nel Kruger

Il Kruger è meraviglioso tutto l’anno, ma forse non sarebbe neanche necessario specificarlo.
Noi lo abbiamo visitato a novembre, in un periodo non indicato come ottimale dal momento che la vegetazione più alta potrebbe ridurre la quantità di avvistamenti.
Noi abbiamo incontrato così tanti animali che ci viene spontaneo chiederci come sia possibile vederne di più. Trattandosi del periodo delle nascite, abbiamo avuto la possibilità di assistere alle cure che le mamme riservano per i propri cuccioli. Dal leone, all’elefante, passando per l’ippopotamo. Un’emozione immensa.
Tuttavia i mesi migliori pare siano quelli invernali, da giugno a settembre.

La malaria

Il Kruger non è una zona malaria free e, sebbene i casi siano rarissimi, da novembre ad aprile il rischio è maggiore.
E’ importante non lasciare scoperta la pelle, indossando quindi abiti leggeri ma coprenti, e soprattutto utilizzare un repellente. Quelli migliori si acquistano direttamente in Sudafrica (anche negli shop all’interno del marco) perché pare che quelli presenti qui non siano idonei. Noi abbiamo usato Peaceful Sleep, uno dei più famosi.

Personalmente non abbiamo fatto alcuna profilassi, ma resta anche questa una scelta soggettiva e noi non siamo medici, quindi nel dubbio è sempre meglio discuterne con un esperto.

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About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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