Una settimana in Islanda: itinerario, costi e guida di viaggio

E’ stato uno dei viaggi più belli fatti fino a questo momento.
Una dimensione totalmente diversa dalle esperienze che siamo abituati a spalmarci sulla pelle. Un contatto estremo con la natura nella sua forma più pura.
E il silenzio?
Assordante.
Una settimana in Islanda ti mette in pace col mondo, in pari con l’anima.

Sette giorni totalmente rigeneranti e mai -mai- avremmo pensato di poterlo dire in merito ad un viaggio on the road.
E’ una meta che sembra sospesa in una parentesi ultraterrena, nella quale l’aria è ancora pura e l’acqua ha il sapore più buono del mondo.

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Una settimana in Islanda: il clima

Partiamo da un appunto fondamentale: non guardare mai, mai, mai le previsioni del meteo in Islanda. Non sono attendibili oppure, in casi fortunati, lo sono ma soltanto in parte. La verità è che il momento prima potrebbe esserci sole splendente, quello dopo una bufera di neve.

Il nostro viaggio ha avuto luogo a cavallo tra aprile e maggio.
Il clima cambiava continuamente nel giro di pochissimo ma, non sappiamo se sia stata fortuna, noi ci sentiremmo assolutamente di consigliare questo periodo dato che il numero di turisti, rispetto ai mesi di luglio e agosto, è davvero minimo (spesso eravamo soli nelle varie soste).

Partendo ben attrezzati il freddo non sarà un problema. L’unico fastidio può essere rappresentato dall’eventuale vento.

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Una settimana in Islanda: l’abbigliamento

Partire attrezzati, appunto.
Vorremmo fare una precisazione: in Islanda ci puoi andare anche con i jeans e le converse, volendo. Questo però significherà fare i conti con il freddo, con i getti delle cascate, con la neve, con la pioggia e via dicendo.
Capirai che avere un abbigliamento adeguato renderà il tuo viaggio molto più piacevole. Non sai quante volte abbiamo ringraziato coloro che, al nostro annunciare di voler partire con delle sneakers normali, ci hanno dato dei pazzi.

Non sappiamo come sia la situazione durante gli altri periodi, ma noi ci siamo trovati benissimo vestendoci “a cipolla” in questo modo:  pantaloni/leggins termici con sopra pantaloni impermeabili, maglia termica con sopra una felpa in pile con la zip, scaldacollo, cappello, scarpe adatte (noi avevamo queste, comode e waterproof) e k-way/cappotto impermeabile.

Non dimenticare di avere sempre a portata di mano un costume, le infradito e un asciugamano (e una bustina di plastica nella quale riporre poi le cose bagnate) per le eventuali soste nelle piscine termali, che non sempre permettono di noleggiare il necessario, soprattutto nel caso di quelle più wild.

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Una settimana in Islanda: i costi

Ecco la nota dolente del nostro viaggio: l’Islanda è un paese carissimo. Tutta la fama che ha in merito ai suoi prezzi folli è più che meritata.
Le spese che incideranno maggiormente sul tuo viaggio sono tre: il volo (Keflavik è l’aeroporto internazionale cui dovrai fare riferimento e si trova a 50 km da Reykjavik), l’autonoleggio e gli alloggi.

Alcune cose a favore dei costi, però, ci sono: l’acqua è potabile ovunque e buonissima e nella  maggior parte dei casi le tappe/visite sono totalmente gratuite.

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L’autonoleggio

Noi abbiamo optato per un’automobile 4×4. Con il senno di poi non sarebbe stata necessaria nel nostro caso, ma dipende sempre dal tipo di periodo e itinerario che sceglierai. Ci sono ad esempio delle strade al di fuori di quelle percorse da noi nelle quali il 4×4 è obbligatorio e ricordati di non dare mai nulla per scontato, soprattutto quando percorri le strade F o ti trovi a dover superare un fiume. In questi casi esistono delle regole da seguire che è bene tenere a mente per restare in sicurezza.

E a proposito di copertura: stipula un’assicurazione totale per la tua auto. Oltre alle normali polizze che troveresti ovunque, gli islandesi hanno anche la SAAP (sand and ash protection), che tutela i danni recati da alcuni fenomeni atmosferi.
Contrariamente a quelle più comuni, quest’ultima non è sempre del tutto azzerabile, ma tu opta comunque per la soluzione che ti permette di ridurla al minimo.

Se c’è una cosa che abbiamo capito durante la nostra settimana in Islanda è che un proprio mezzo di trasporto è assolutamente necessario per godere al massimo di questo viaggio.
Sebbene il paese abbia anche una rete di bus (sulla quale però non siamo bene informati), la possibilità di poterci fermare quando e dove volevamo è stata la ciliegina sulla torta di un’esperienza straordinaria.
Impossibile contare le volte che, rapiti da scorci improvvisi, siamo scesi dall’auto per scattare foto e innamorarci un po’ di più.

Può capitare, soprattutto viaggiando fuori dal periodo estivo, di dover cambiare itinerario a causa di strade chiuse per neve. A noi non è successo e, nonostante abbia nevicato abbastanza, la Ring Road è stata sempre prontamente ripulita. Tieni però a mente anche questa eventualità.
Altro consiglio: cerca di non restare mai a secco. I benzinai ci sono, ma non sono frequenti come qui in Italia. Un litro di benzina costa circa 1,60 euro.

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Gli alloggi

Le possibilità di alloggio in Islanda sono infinite e dipenderanno esclusivamente dal tuo budget e dai tuoi interessi.
Si va dai campeggi (soluzione sicuramente più economica) passando per le fattorie (consigliatissime se viaggi con bambini, vista la possibilità di stare a stretto contatto con gli animali), agli ostelli, agli hotel classici, fino ad arrivare ai cottage.

Quest’ultima opzione è stata senza ombra di dubbio quella che meglio si è adattata a noi. E’ stato indescrivibile svegliarsi quasi ogni mattina circondati dal nulla, in un silenzio assoluto.
Puoi trovare tutti i cottage nei quali abbiamo dormito su Airbnb.

A prescindere dalla tua scelta, prenota sempre con largo anticipo, soprattutto se viaggi in alta stagione.
A Reykjavik ti consigliamo il Fron Hotel, centralissimo e molto pulito.
La notte prima del rientro abbiamo dormito presso l’Harbour View a Grindavik, in posizione ottimale sia per la Laguna Blu che per l’aeroporto.

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Mangiare e Bere

Scegliere un alloggio dotato di cucina ha due vantaggi: ti permette di sentirti parte del posto e di risparmiare sul cibo.
Troverai lungo il tuo percorso diverse catene di supermercati, tra le quali Bonus o Nettò.
Abbiamo quasi sempre cenato nei nostri cottage, mentre a pranzo acquistavamo dei panini già pronti nei supermarket oppure li preparavamo prima di metterci in marcia.

Alcuni esempi di prezzi del Nettò:

– Spaghetti integrali Barilla (500g): 1,85 euro
– Vasetto di Yogurt Skyr: da 1,50 euro in poi, in base al tipo
– Passata di pomodori (400g): 1,80 euro
– Fiocchi d’avena (500g): 3 euro

Tra i pochissimi ristoranti provati, ti segnaliamo:
– le zuppe di Icelandic Street Food a Reykjavik: circa 14 euro una zuppa nella forma di pane con inclusi un refill, dolcetti e acqua.
– gli ottimi scampi di Pakkhus a Hofn: sono abbastanza cari ma tipici del luogo.
– Il famoso hot dog di Bezty Pylsur a Reykjavik.

In Islanda esistono purtroppo tantissimi problemi legati all’alcool, ecco perché la vendita è molto, molto controllata. Non troverai il vino nei supermercati, ma solo nei negozi specializzati che, però, spesso hanno orari limitati. Se ti piace l’idea di chiudere la giornata con un bel calice o di sorseggiarlo durante un bagno nelle terme naturali, ti consigliamo di acquistarlo al Duty Free dell’aeroporto una volta atterrato.

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Una settimana in Islanda: l’itinerario

Prima di partire diverse persone ci avevano detto che avremmo corso senza goderci nulla. Che una settimana non è assolutamente abbastanza per percorrere tutta la Ring Road, che ce ne saremmo accorti sul posto.
Niente di più falso.
Fortunatamente siamo abituati a viaggiare on the road e abbiamo dato ascolto al nostro istinto. Anzi, se avessimo fatto tappe più corte saremmo arrivati presso i nostri cottage troppo, troppo presto. Seguendo questo percorso, invece, abbiamo quasi sempre raggiunto la destinazione finale intorno alle 17/17:30.

Inutile dirti che un programma che per noi può essere perfetto potrebbe però risultare troppo serrato per un altro e viceversa.
Le nostre tappe non vogliono assolutamente rappresentare una regola generale.

L’itinerario che abbiamo seguito ci ha portati a guidare lungo tutta la Ring Road (la strada che copre l’intero perimetro dell’isola) e la Penisola di Snaefellsnes.

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Una settimana in Islanda: le piscine termali

La possibilità di spezzare le tappe con un bagno rilassante è solo uno degli innumerevoli regali che ci ha fatto la nostra settimana in Islanda. E’ un’isola disseminata di sorgenti d’acqua calda più o meno famose.
Noi ti consigliamo assolutamente di non perderti la Laguna Blu che, seppur conosciutissima, è a nostro parere un’ esperienza meravigliosa. Ci sono piaciuti molto anche i bagni termali di Myvatn, ma se vuoi un ricordo unico e non cerchi il lusso allora non ci resta che condividere con te una chicca: Hrunalaug.

Si tratta di una sorgente minuscola, totalmente immersa nel verde. Non aspettarti spogliatoi o docce. C’è solo una casetta microscopica nella quale lasciare i vestiti.
Il freddo c’è, ma il relax è assicurato.

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Le tappe nel dettaglio

Giorno uno: arrivo a Reykjavik in mattinata – Visita della città – Notte a Reykjavik
Giorno due (Golden Circle e Costa Sud): Thingvellir National Park – Geyser – Gullfoss – Seljalandsfoss  – Skogafoss – Reynisfjara – Notte a Vik
Giorno tre (Costa Sud): Fjaðrárgljúfur Canyon – Skaftafell National Park – Jökulsárlón Glacier Lagoon
Notte a Hofn
Giorno quattro (I fiordi orientali): Djupivogur- Seydisfjordur – Notte a Egilsstadir
Giorno cinque (Il Nord): Dettifoss – Lago Myvatn ( Dimmuborgir, Myvatn Natural Baths, Hverir e Grjótagjá Cave) – Godafoss – Notte a Akureyri
Giorno sei (Il Nord): questa è stata la giornata più vuota. Abbiamo guidato da Akureyri a Stykkisholmur (centro principale della Penisola di Snaefellsnes) – Notte a Stykkisholmur
Giorno sette (Penisola di Snaefellsnes e Blue Lagoon): Kirkjufell – Djupalónssandur – Budir black church – Arnarstapi – Ytri Tunga – Blue Lagoon – notte a Grindavik
Giorno otto: rientro in Italia

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In alcuni degli alloggi siamo stati ospitati per delle collaborazioni, ma le nostre opinioni restano come sempre assolutamente sincere.

 

 

About

Marika Laurelli. Travel blogger autrice di Gate 309, Web Writer e Storyteller Appassionata di tutto ciò che riguarda i social network e nutre un amore smisurato per il mondo, l'avventura, la scoperta.

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2 commenti

  • Ciao ragazzi aspettavo con trepidazione questo post! Vorremmo alloggiare in fattoria visto che partiamo a luglio col nostro bimbo ma al momento abbiamo trovato solo hotel costosi. Avete qualche nome sui cottage su airbnb? Potete linkarcene qualcuno? grazie mille per tutto

    Un abbraccio Eli e Luca

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