Ricordo perfettamente il momento in cui abbiamo messo piede nella capitale bosniaca.
Ero scesa al volo dall’auto a noleggio per chiedere indicazioni al nostro hotel sul posto migliore in cui parcheggiarla e lì, nei pochi passi che formavano quel breve tragitto, ho sentito un feeling immediato.
Ecco perché prima di raccontare cosa vedere a Sarajevo, preferirei raccontarvi cosa è, Sarajevo.
Sarajevo è un luogo sottovalutato, un tempo bistrattato. È una città con un’anima travolgente, un fascino innegabile e un connubio perfetto di culture che si manifestano in ogni angolo. Un agglomerato di simboli storici, moderni, religiosi.
Tutti, ma proprio tutti, dovrebbero visitarla prima o poi. Dovrebbero toccare con mano la sua storia incredibilmente recente, accarezzare le sue ferite ancora fresche, ammirare la sua rinascita.
Perché Sarajevo non è solo bella, anzi, bellissima. È la testimonianza di come le scelte di alcuni, diventino facilmente il peso di altri. Personalmente, abbiamo provato un brivido nel trovarci al cospetto di case che portano ancora i segni indelebili dei proiettili.
Quegli stessi proiettili che venivano utilizzati mentre noi, a così poca distanza, vivevamo un’infanzia serena.


Cosa vedere a Sarajevo
Il tunnel di Sarajevo
Una tappa imperdibile e molto toccante è rappresentata dal quello che viene definito “il tunnel della speranza”, ovvero una via clandestina sotterranea costruita durante l’assedio della città degli anni ’90. Sarajevo era totalmente isolata ed è per questo che gruppi di volontari decisero di creare un passaggio segreto per favorire il passaggio di persone, cibo, beni di prima necessità, medicinali e aiuti umanitari, collegando la zona neutrale dell’aeroporto protetto dalle Nazioni Unite con due cittadine libere poco distanti.
La casa privata della famiglia Kolar dalla quale partiva è ancora quella originale e, oltre a visitare un museo ricco di cimeli dell’epoca e video esplicativi, è possibile percorrere un tratto ancora conservato del tunnel.
Il tunnel è a nostro parere visitabile anche con i bambini, come abbiamo anticipato nell’articolo: viaggio in Bosnia con bambini.
Via Ferhadija
Si tratta della strada principale della Old Town, conosciuta come Bašcaršija, ed è meravigliosa. Ha un aspetto estremamente caratteristico grazie alle costruzioni in tipico stile ortodosso e ottimano che ospitano negozi di souvenir e artigianato, bar nei quali sorseggiare un tè o un caffè bosniaco e diverse chiese e moschee. Particolarmente pittoresca è la piazza della fontana Sebilj, costruita in stile moresco, dalla quale sgorga un’ottima acqua potabile.
Sempre nella stessa zona, vi consigliamo di fare un salto alla Moschea Tsars, o Grande Moschea dell’Imperatore.



Sarajevo Meeting of Cultures
Percorrendo la via Ferhadija, ad un certo punto noterete un disegno sul pavimento: Sarajevo Meeting of Cultures. È la linea immaginaria di demarcazione tra la Sarajevo ottomana e la Sarajevo astro-ungarica ma la cosa che salta maggiormente all’occhio è il modo in cui lo stile architettonico cambi improvvisamente tra un lato e l’altro.

Il Ponte Latino
Essere sul Ponte Latino equivale a passeggiare in un libro di storia. Proprio qui il 28 giugno del 1914 avvenne l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie Sofia duchessa di Hohenberg, evento che scatenò l’inizio – o forse ne rappressentò solo il pretesto – della Prima Guerra Mondiale.
Galerija 11/07/95
È un museo-memoriale dedicato alle oltre ottomila vittime del massacro di Srebrenica, un genocidio ai danni dei musulmani Bosgnacchi da parte dell’Esercito della Repubblica Serba di Bosnia Erzegovina.
Le fotografie raccontano, in maniera molto cruda e diretta, una realtà infinitamente sofferta.
Se vi state chiedendo cosa visitare a Sarajevo, sappiate che questa è una tappa imprescindibile.

War Childhood Museum
Questo museo offre un punto di vista sulla guerra molto particolare: quello dell’infanzia.
Tantissime persone che ad oggi sono adulte e che all’epoca degli eventi erano solo dei bambini, hanno scelto di donare alcuni oggetti che ricordano loro quei giorni vissuti nella paura e nella speranza.
Oltre ad essere incredibilmente toccante, presenta una zona interattiva ed un angolo con colori, libri e giochini a disposizione dei bambini.
Mercato Pijaca Markale
Quello che è all’apparenza un normale mercato cittadino, rientra a pieno titolo tra le cose da vedere a Sarajevo per via di due tragici eventi dei quali è stato protagonista. Proprio qui nel 1994 persero la vita 68 persone e solo l’anno successivo morirono ne ulteriori 43 a causa dei bombardamenti. Fermatevi ad osservare il muro rosso su uno dei lati del mercato, noterete incisi i nomi di tutte le vittime e, sul pavimento, una delle rose di Sarajevo, nate dopo la guerra grazie ad un progetto che permise di riempire di resina rossa i segni lasciati a terra dalle granate esplose.
Poco distanti, altri due luoghi meritano una sosta: la Cattedrale del Sacro Cuore e il Gradska tržnica Markale, un mercato coperto risalente al periodo astro-ungarico.


La pista da bob
Questo luogo che sorge sul monte Trebevic e che può essere raggiunto con la teleferica o in auto, ha un fascino mistico e nostalgico.
Nacque nel 1984 per ospitale le Olimpiadi Invernali di Sarajevo, un evento che per la prima volta avveniva in un Paese sovietico.
E se in principio rappresentò un simbolo di unione e pace, in seguito si trasformò in una sorta di trincea e postazione di artiglieria, dato che fu sfruttata la sua posizione privilegiata per bombardare la città.
Attualmente è un percorso nel quale passeggiare tra i murales, facendo un tuffo tra le dicotomie e le angosce di un passato decisamente prossimo.
Dove mangiare a Sarajevo
Dopo avervi parlato di cosa vedere a Sarajevo, passiamo al lato gastronomico.
Personalmente amiamo moltissimo provare la cucina locale evitando i posti più turistici, e per questo motivo non possiamo non consigliarvi Asdz (Bravadziluk 28), una sorta di tavola calda che, pur trovandosi nel cuore del centro storico, è una tappa molto amata dai local. Si tratta di un posto decisamente senza fronzoli e che propone quotidianamente pochi piatti tradizionali. Noi abbiamo provato il burek, il pollo con il riso, le patate al forno ed altre sfizioserie, spendendo circa 3 euro a testa.
Se avete voglia di provare il piatto tipico per eccellenza, ovvero i ćevapčići (a base di salsicce formate da carne mista solitamente accompagnate da panino e cipolle), vi segnaliamo Cevebdizinica Mrkva. Attenzione: se siete vegetariani, sappiate che qui potrete ordinare solo un’insalata.

Dove dormire a Sarajevo
Senza pensarci due volte, prenotate assolutamente l’Old Town Hotel che, oltre a godere di una posizione imbattibile nel cuore storico di Sarajevo, dispone anche di un parcheggio gratuito. Ogni mattina viene inoltre servita un’ottima colazione.























Ciao ragazzi, sono sincera, non ho mai preso in considerazione di visitare Sarajevo ma devo ammettere che con questo articolo avete smosso qualcosa. Deve essere stato un viaggio davvero toccante oltre che arricchente dal punto di vista umano.
Che bello, ne siamo felicissimi! È stata anche per noi una meta sorprendente